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Art. 506 Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 506 Codice di Procedura Penale

Domande suggestive del giudice: la Cassazione ne ammette l’uso
Due imputati, condannati in sede civile per lesioni volontarie, ricorrono in Cassazione contestando il calcolo della prescrizione e l'operato del giudice di primo grado. La difesa lamenta in particolare che il magistrato abbia posto domande suggestive ai testimoni. La Suprema Corte dichiara inammissibili i ricorsi. I giudici chiariscono che l'astensione del difensore sospende sempre la prescrizione, anche se i testimoni sono assenti. Inoltre, confermano che il divieto di porre domande suggestive del giudice non sussiste, in quanto tale limite si applica solo alle parti che interrogano, mentre il giudice ha il potere di rivolgere domande utili a chiarire i fatti, col solo limite di non formulare quesiti nocivi o ingannevoli. Gli imputati perdono la causa e vengono condannati a pagare le spese processuali e di risarcimento.
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Falso documentale: vale la copia di un atto inesistente?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un avvocato per il reato di falso documentale. Il professionista aveva creato una finta ordinanza giudiziaria, presentandola come fotocopia, per ingannare i propri clienti. La Corte ha stabilito che il reato sussiste anche se si tratta della copia di un atto inesistente, a condizione che questa abbia l'apparenza di un documento autentico e sia idonea a trarre in inganno, ledendo così la pubblica fede.
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Commercio prodotti contraffatti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna per il commercio di prodotti contraffatti, chiarendo che la riproduzione di personaggi di fantasia protetti da marchio, anche se non identica, costituisce reato se idonea a creare confusione nel consumatore sulla provenienza del prodotto.
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