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Art. 506 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 506 Codice di Procedura Penale

Domande suggestive del giudice: la Cassazione ne ammette l’uso
Due imputati, condannati in sede civile per lesioni volontarie, ricorrono in Cassazione contestando il calcolo della prescrizione e l'operato del giudice di primo grado. La difesa lamenta in particolare che il magistrato abbia posto domande suggestive ai testimoni. La Suprema Corte dichiara inammissibili i ricorsi. I giudici chiariscono che l'astensione del difensore sospende sempre la prescrizione, anche se i testimoni sono assenti. Inoltre, confermano che il divieto di porre domande suggestive del giudice non sussiste, in quanto tale limite si applica solo alle parti che interrogano, mentre il giudice ha il potere di rivolgere domande utili a chiarire i fatti, col solo limite di non formulare quesiti nocivi o ingannevoli. Gli imputati perdono la causa e vengono condannati a pagare le spese processuali e di risarcimento.
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Furto Aggravato: Ricorso Inammissibile e Condanna Definitiva
Una persona condannata per furto pluriaggravato presenta ricorso alla Corte di Cassazione. La difesa contesta la sentenza e la mancata assunzione di nuove prove. La Suprema Corte, però, giudica il ricorso troppo generico e privo di argomentazioni specifiche. Stabilisce che la richiesta di nuove prove in appello è una misura eccezionale, ammissibile solo se indispensabile per la decisione. Di conseguenza, dichiara il ricorso inammissibile. La condanna per furto diventa così definitiva e la ricorrente viene condannata a pagare le spese processuali e una multa.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46057/2023, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni imputati che avevano precedentemente raggiunto un accordo sulla pena in appello. La Corte ha chiarito che il 'concordato in appello' preclude la possibilità di impugnare la sentenza, anche qualora intervengano nuove norme più favorevoli, come la Riforma Cartabia che ha modificato la procedibilità del reato di furto. La decisione ribadisce che l'accordo sulla pena implica una rinuncia ai motivi di gravame che non può essere superata da successive modifiche legislative.
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