Un atleta ha subito la perdita di un testicolo a causa di un colpo proibito sferrato dall'avversario durante un allenamento di arti marziali miste. I giudici di merito hanno respinto la richiesta di risarcimento applicando la scriminante del rischio consentito, nonostante la violazione delle regole del gioco. L'atleta ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la particolare importanza della questione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. I giudici devono stabilire se il rischio consentito operi anche negli sport a violenza necessaria a fronte di colpi vietati, purché connessi all'azione di gioco. La causa è stata quindi rinviata alla pubblica udienza per una decisione definitiva.
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