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Art. 5 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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Altri anni per Art. 5 Codice di Procedura Civile

Scissione societaria: debiti fiscali e responsabilità
Una società nata da una scissione societaria è stata ritenuta responsabile per i debiti fiscali antecedenti della società originaria. La Corte di Cassazione ha confermato che la società beneficiaria risponde in solido e illimitatamente per tali debiti. Secondo la Corte, non è necessaria una nuova notifica dell'avviso di accertamento alla beneficiaria, essendo sufficiente quella effettuata alla società scissa per poter procedere legittimamente alla riscossione tramite cartella di pagamento.
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Omessa pronuncia: Cassazione annulla sentenza tributaria
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale per omessa pronuncia. Il giudice di secondo grado aveva respinto l'appello di una contribuente contro un avviso di accertamento con una motivazione generica, senza esaminare le specifiche contestazioni su errori di calcolo e vizi della verifica fiscale. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice di merito deve rispondere puntualmente a ogni motivo di gravame, pena la nullità della sentenza, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Litisconsorzio necessario: appello nullo senza soci
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello in materia di tassazione per trasparenza, affermando il principio del litisconsorzio necessario. In caso di accertamento su una S.r.l. che ha optato per questo regime, la società e tutti i soci devono obbligatoriamente partecipare al giudizio, pena la nullità assoluta dell'intero procedimento. Di conseguenza, il caso è stato rinviato al giudice di primo grado per un nuovo esame.
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Accertamento sintetico: nullo senza i due anni
La Corte di Cassazione ha annullato un accertamento sintetico basato sul redditometro per l'anno 2008. La decisione si fonda sul fatto che l'avviso di accertamento relativo all'annualità precedente (2007), necessario per soddisfare il requisito legale dello scostamento per almeno due periodi d'imposta, era stato annullato con una sentenza passata in giudicato. Venendo meno una delle due annualità, l'intero impianto presuntivo è stato ritenuto illegittimo, con la conseguente vittoria del contribuente.
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Perdita su crediti: quando dedurla in caso di fallimento
Una società si è vista negare la deduzione di una perdita su crediti perché formalizzata prima della dichiarazione di fallimento del debitore. La Corte di Cassazione ha rigettato questo specifico motivo, confermando che la deducibilità è consentita solo in una 'finestra temporale' che si apre con la sentenza di fallimento, in rispetto del principio di competenza. Tuttavia, ha cassato la sentenza per l'omesso esame di altri due motivi relativi a correzioni di fatture e schede carburante, rinviando il caso per un nuovo giudizio su tali punti.
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