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Art. 495 Codice Penale — Sezione Sesta Penale

Altri anni per Art. 495 Codice Penale

Falsa identità al controllo: scatta il reato di calunnia
L'Imputato viene fermato dalle forze dell'ordine e fornisce le false generalità del proprio cugino per evitare una sanzione automobilistica. Durante i successivi controlli, gli agenti trovano un coltello a serramanico nelle sue tasche. L'Imputato sceglie di non rettificare la falsa identità dichiarata. La Procura avvia quindi un procedimento penale a carico del cugino incolpevole. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso dell'Imputato inammissibile. I giudici confermano che la mancata correzione delle generalità dopo il ritrovo dell'arma configura il reato di calunnia. La condotta omissiva ha esposto un innocente a un'accusa penale concreta. L'Imputato deve risarcire le spese legali al cugino e pagare la Cassa delle Ammende.
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False dichiarazioni imputato: la Cassazione chiarisce
Una ex amministratrice di una società farmaceutica municipale è stata condannata per peculato. La Corte di Cassazione ha dichiarato prescritti i reati di calunnia e di false dichiarazioni imputato riguardo al possesso di una laurea. La sentenza analizza i confini tra il diritto al silenzio dell'imputato e la punibilità delle menzogne rese all'autorità giudiziaria, confermando la condanna per l'appropriazione indebita e rideterminando la pena.
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Falsa attestazione identità: condanna anche se rettificata
Un soggetto viene condannato per resistenza a pubblico ufficiale e per falsa attestazione identità. In Cassazione, lamenta di aver successivamente fornito le generalità corrette. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che il reato di falsa attestazione identità si configura anche in caso di dichiarazioni contrastanti, poiché è certo che almeno una sia falsa, a prescindere da una successiva rettifica. La pena è stata ritenuta congrua alla gravità dei fatti.
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