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Art. 49 TFUE

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Trust UK vs Fisco Italiano: Vittoria contro la Discriminazione Fiscale
Un Trust non-profit del Regno Unito, azionista di società italiane, ha subito una Discriminazione Fiscale. I dividendi percepiti tra il 2006 e il 2011 sono stati tassati con una ritenuta superiore rispetto a quella applicata a enti non commerciali italiani, che godevano di un'esenzione del 95%. Il Trust ha chiesto un rimborso, ma le corti tributarie inferiori hanno negato, ritenendo il Trust non comparabile a una fondazione italiana. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la comparabilità deve basarsi sullo scopo funzionale, non sulla forma giuridica o sul trattamento fiscale nel paese d'origine, annullando la sentenza e rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Scommesse non autorizzate: sanzioni e limiti legali
Il Tribunale ha analizzato l'opposizione di un centro scommesse contro una sanzione per scommesse non autorizzate. La sentenza ha escluso la responsabilità del legale rappresentante come individuo, riducendo la multa totale a 60.000 euro, ma ha confermato che i limiti di vincita elevati non si applicano a chi opera senza concessione statale.
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Venezia, favori ai locali: Cassazione contro la disparità di trattamento
Due società di noleggio con conducente, autorizzate da comuni limitrofi, si vedono negare dal Comune di Venezia la possibilità di operare nella laguna alle stesse condizioni degli operatori locali. Il Comune, pur giustificando le restrizioni con la tutela ambientale, aveva nel frattempo aumentato le licenze e i privilegi per le imprese veneziane. Questa condotta ha creato una palese violazione dei principi di **disparità di trattamento e concorrenza**. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici amministrativi, stabilendo che un ente pubblico non può creare barriere ingiustificate al mercato favorendo gli operatori interni. Il Comune ha perso la causa e dovrà risarcire i danni.
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Onere della prova scommesse illegali: colpevoli ma liberi
Due gestori di un centro scommesse sono stati condannati per aver raccolto giocate per un operatore straniero senza licenza italiana. In loro difesa, sostenevano che il bando di gara statale fosse discriminatorio e antieconomico. La Corte di Cassazione ha respinto la loro tesi, stabilendo un principio fondamentale sull'onere della prova scommesse illegali: spetta all'imputato, e non all'accusa, dimostrare che il bando era effettivamente discriminatorio. Nonostante abbia confermato la colpevolezza nel merito, la Corte ha annullato la sentenza. Il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, poiché era trascorso troppo tempo dai fatti. I gestori, quindi, non sconteranno alcuna pena.
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Inammissibilità del Ricorso: Ottiene Dissequestro ma Paga la Multa
Un operatore di un centro scommesse subisce un sequestro e ricorre in Cassazione, lamentando una discriminazione da parte dello Stato. Prima della decisione, ottiene il dissequestro dei beni e rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, di conseguenza, dichiara l'inammissibilità del ricorso. La sentenza stabilisce un principio importante: la rinuncia, anche se motivata da un evento favorevole, comporta comunque la condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria, poiché la legge non distingue le cause che portano all'inammissibilità.
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Scommesse abusive: quando scatta la condanna penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di scommesse abusive nei confronti del titolare di un esercizio commerciale che operava per conto di un bookmaker estero. Nonostante la difesa sostenesse la discriminazione della società straniera nell'accesso alle concessioni italiane, i giudici hanno rilevato che l'imputato non si limitava alla trasmissione dati. L'attività consisteva in una vera intermediazione, con incasso di denaro e pagamento di vincite, svolta senza la licenza di pubblica sicurezza prescritta dall'art. 88 TULPS. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché richiedeva una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità.
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Esterovestizione societaria: la sede estera è reale
L'Amministrazione Finanziaria contestava l'esterovestizione societaria di una compagnia di navigazione estera, ritenendola un guscio vuoto creato per evadere l'IVA su servizi di gestione navale forniti da una società italiana. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la società estera possedeva una reale sostanza economica, con uffici, 52 dipendenti e mezzi operativi nello Stato estero. Poiché dal 2010 le prestazioni di servizi B2B sono tassate nel luogo del committente, la residenza effettiva all'estero esclude l'imponibilità IVA in Italia. La Corte ha ribadito che la scelta di una giurisdizione fiscale più vantaggiosa è legittima nell'Unione Europea, a condizione che lo stabilimento sia reale e non una costruzione di puro artificio priva di operatività tangibile.
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Esterovestizione societaria: quando la sede estera è reale
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la presunta esterovestizione societaria di una compagnia portoghese, sostenendo che la sua residenza fiscale fosse in Italia e richiedendo l'IVA sulle prestazioni di servizi ricevute da una società italiana. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando la sentenza di merito che riconosceva la piena sostanza economica della società estera. I giudici hanno rilevato che la società disponeva di uffici reali, 52 dipendenti e svolgeva attività marittima effettiva in Portogallo, dove si tenevano anche le assemblee e i consigli di amministrazione. La Corte ha ribadito che la libertà di stabilimento nell'UE consente di scegliere regimi fiscali più favorevoli, purché non si tratti di costruzioni puramente artificiose.
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Participation Exemption: limiti e tassazione ricavi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contribuente in merito a un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA. Il cuore della controversia riguarda l'applicazione della Participation Exemption su una quota di prezzo (denominata increase) derivante dalla cessione di partecipazioni societarie. La Corte ha stabilito che tale maggiorazione non costituisce parte del prezzo di vendita esente, ma rappresenta un ricavo tassabile per servizi di garanzia e gestione prestati a favore di terzi. Inoltre, è stata confermata la legittimità della rettifica basata sul transfer pricing per finanziamenti infruttiferi verso controllate estere, escludendo l'esenzione IVA per le prestazioni di gestione non strettamente finanziarie.
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Doppia imposizione: stop ai rimborsi IRES
Una multinazionale italiana ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate su un'istanza di rimborso IRES relativa ad utili percepiti da un consorzio francese. La società richiedeva l'applicazione dell'esclusione del 95% dalla base imponibile, prevista per evitare la doppia imposizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale beneficio non può essere concesso se gli utili non sono stati tassati nel Paese d'origine. Poiché il consorzio francese operava in regime di trasparenza e non aveva versato imposte in Francia, l'esenzione in Italia avrebbe generato una doppia non imposizione, contraria alla finalità della norma.
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Doppia imposizione: limiti all’esenzione utili
Una società italiana ha richiesto il rimborso IRES invocando l'esclusione del 95% degli utili percepiti da un ente francese operante in regime di trasparenza. La Cassazione ha rigettato la richiesta stabilendo che l'agevolazione mira a prevenire la doppia imposizione e non può essere applicata se l'utile non è stato preventivamente tassato nel Paese d'origine. La mancata tassazione a monte renderebbe l'esclusione un ingiustificato beneficio di doppia non imposizione.
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Scommesse abusive: condanna per raccolta senza licenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di scommesse abusive a carico di un operatore che raccoglieva giocate per conto di un bookmaker estero senza le necessarie autorizzazioni italiane. Nonostante le difese basate su presunte discriminazioni comunitarie e sull'ignoranza della legge, i giudici hanno ribadito che l'attività di intermediazione diretta e la gestione di conti-gioco personali per conto terzi integrano l'illecito penale. La parola_chiave scommesse abusive si applica poiché l'imputato operava in assenza della licenza di polizia ex art. 88 TULPS.
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Riporto perdite estere: rimborso negato, la Cassazione rinvia
Una società consolidante si è vista negare dall'Agenzia delle Entrate un rimborso IRES basato sul riporto perdite estere di una controllata spagnola, successivamente incorporata nel gruppo. L'Agenzia sosteneva che un precedente accertamento con adesione avesse chiuso ogni questione per quegli anni. La società ha fatto ricorso, invocando sia la normativa nazionale sulle fusioni sia i principi europei di libertà di stabilimento. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'elevata complessità e importanza della questione, non ha emesso una decisione finale. Ha invece rinviato la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito, lasciando di fatto il caso aperto.
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**Esterovestizione**: la sede effettiva decide il fisco
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una società con sede legale in Romania, ma ritenuta soggetta a **esterovestizione** poiché gestita operativamente dall'Italia. Nonostante la presenza di un sito produttivo all'estero, la Corte ha confermato che il centro decisionale (sede dell'amministrazione) era situato in territorio italiano. La decisione chiarisce inoltre che, in caso di accertamento induttivo, il contribuente non può limitarsi a presentare i propri bilanci per smentire il Fisco, ma deve fornire prove analitiche e documentali che dimostrino la coerenza economica delle operazioni contestate.
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Esterovestizione: la sede effettiva prevale sulla forma
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una società formalmente residente in Romania ma accusata di esterovestizione per avere la sede amministrativa effettiva in Italia. Nonostante la presenza di un sito produttivo estero, i giudici hanno confermato che la residenza fiscale è determinata dal luogo in cui vengono assunte le decisioni strategiche. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che, in presenza di un accertamento induttivo, il contribuente non può limitarsi a produrre bilanci formali per superare le presunzioni di inattendibilità sollevate dall'ufficio finanziario.
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Tassazione dividendi esteri: rimborso per soci UE
La Corte di Cassazione ha sancito il diritto di una banca europea al rimborso delle ritenute fiscali operate in Italia sui dividendi percepiti tra il 2004 e il 2007. La decisione chiarisce che la tassazione dividendi esteri non può essere più gravosa di quella applicata alle società residenti, in quanto ciò violerebbe il principio di libera circolazione dei capitali garantito dai trattati dell'Unione Europea.
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Discriminazione operatori NCC: illegittima la ZTL
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità di un'ordinanza comunale che limitava l'accesso a una zona a traffico limitato (ZTL) acquea solo per gli operatori di noleggio con conducente (NCC) autorizzati da altri comuni. Tale provvedimento è stato giudicato un caso di discriminazione degli operatori NCC, in quanto crea una disparità di trattamento ingiustificata e viola i principi di libera concorrenza. La Corte ha stabilito che i comuni possono regolare le modalità del servizio, ma non possono impedire l'accesso basandosi sul comune che ha rilasciato la licenza, confermando il potere del giudice di disapplicare l'atto amministrativo illegittimo.
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Esercizio abusivo scommesse: Cassazione e tenuità fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del titolare di un punto scommesse condannato per esercizio abusivo scommesse. La Corte ha confermato la condanna, respingendo le argomentazioni basate su presunte discriminazioni del diritto UE e negando l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data l'organizzazione dell'attività e l'intensità del dolo.
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Concessioni demaniali: la Cassazione sul sequestro
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di uno stabilimento balneare operante sulla base di proroghe automatiche delle concessioni demaniali. La sentenza chiarisce che tali proroghe sono incompatibili con il diritto dell'Unione Europea, rendendo l'occupazione del suolo demaniale abusiva. Viene inoltre affermato il diritto del terzo interessato a contestare pienamente i presupposti del sequestro, inclusi fumus e periculum.
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Imposta unica scommesse: Cassazione e operatori esteri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bookmaker estero, confermando l'assoggettamento all'imposta unica scommesse anche per gli operatori privi di concessione che raccolgono gioco in Italia. La Corte ha escluso violazioni del diritto UE, ribadendo che la tassazione si applica a chiunque operi sul territorio nazionale, basandosi sul principio di territorialità e sulla solidarietà passiva tra il bookmaker e i centri di trasmissione dati. La decisione sottolinea come la normativa non sia discriminatoria e sia giustificata da motivi di interesse generale.
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