La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa. Il caso riguardava una frode con documento falso, specificamente la presentazione in giudizio di un atto con firma apocrifa per ottenere un decreto ingiuntivo. La Corte ha confermato che tale condotta integra pienamente gli 'artifici e raggiri' tipici del reato di truffa (art. 640 c.p.), escludendo la possibilità di riqualificare il fatto come semplice uso di atto falso (art. 489 c.p.).
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