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Art. 487 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 487 Codice di Procedura Civile

Decorrenza termine perentorio: udienza o comunicazione?
La Corte di Cassazione chiarisce la regola sulla decorrenza termine perentorio. Se un'ordinanza è pronunciata in udienza, il termine per l'impugnazione o per il prosieguo del giudizio decorre da quel momento, e non da una successiva comunicazione della cancelleria. Anche se il giudice scrive per errore che il termine decorre dalla 'comunicazione', tale indicazione non ha valore e non sposta il dies a quo, essendo un semplice 'lapsus calami'. Il caso riguardava l'opposizione agli atti esecutivi di un Comune, dichiarata inammissibile per tardività.
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Ricorso cassazione inammissibile: l’onere dei fatti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di esecuzione immobiliare. Il motivo è la mancata esposizione chiara e sommaria dei fatti di causa, requisito fondamentale previsto dall'art. 366 c.p.c. La Corte sottolinea che l'omissione impedisce al giudice di comprendere la controversia senza consultare altri atti, rendendo il ricorso nullo. La decisione evidenzia come la chiarezza espositiva non sia un mero formalismo, ma una garanzia per il corretto funzionamento della giustizia. Il ricorso per cassazione inammissibile ha comportato la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese legali.
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Fondo patrimoniale: limiti dell’impugnazione in Cassazione
Una coppia costituiva un fondo patrimoniale sull'unico immobile di proprietà dopo un'inadempienza su un mutuo. La società creditrice agiva in revocatoria ottenendo ragione in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della coppia, sottolineando che non è possibile utilizzare il giudizio di legittimità per un riesame del merito o delle prove. In particolare, ha chiarito che l'appello deve contestare specificamente tutte le 'rationes decidendi' della sentenza precedente e che la violazione dell'onere della prova sussiste solo se il giudice lo attribuisce alla parte sbagliata, non per una mera valutazione sgradita delle prove.
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