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Art. 479 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 479 Codice di Procedura Penale

Sequestro probatorio: la restituzione dei beni
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento che negava la restituzione di somme vincolate da sequestro probatorio alla persona offesa dopo il decesso dell'imputato. Il Tribunale aveva erroneamente disposto la restituzione agli eredi nonostante la palese controversia sulla proprietà. La Suprema Corte ha chiarito che, in presenza di contestazioni serie, il giudice penale deve rimettere le parti dinanzi al giudice civile, mantenendo il vincolo del sequestro probatorio per garantire la tutela dei diritti patrimoniali in discussione.
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Carenza di interesse: stop al ricorso se la misura cade
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un ex ufficiale delle forze armate contro un'ordinanza cautelare. Il ricorrente era indagato per reati di falso ideologico e turbativa d'asta legati ad appalti aeroportuali. Durante il giudizio di legittimità, la misura cautelare è stata revocata dal Giudice per le indagini preliminari. La Suprema Corte ha stabilito che la revoca determina una sopravvenuta carenza di interesse, poiché non sussiste più un'utilità concreta nel decidere sul ricorso, non essendo prevista la riparazione per ingiusta detenzione per le misure interdittive e non rilevando gli interessi puramente disciplinari o extrapenali.
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Omicidio stradale e nesso causale: la Cassazione
Un conducente di autocarro, condannato per omicidio stradale a seguito della morte di un passeggero, ricorre in Cassazione sostenendo che la colpa fosse esclusivamente di un altro veicolo immessosi imprudentemente sulla carreggiata. La Corte Suprema rigetta gran parte del ricorso, confermando che la manovra altrui non esclude la colpa del conducente che sopraggiunge, il quale ha l'obbligo di prevedere e moderare la velocità. La sentenza viene annullata solo in merito alla durata della sospensione della patente, punto su cui la Corte d'Appello aveva omesso di pronunciarsi.
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Peculato gestore slot: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46012/2023, ha confermato la condanna per peculato a carico del legale rappresentante di una società che gestiva apparecchi da gioco. Il caso riguardava l'omesso versamento delle somme dovute a titolo di Prelievo Erariale Unico (PREU) e altri canoni. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'intero incasso delle slot machine è considerato denaro pubblico sin dal momento della sua riscossione. Pertanto, il mancato versamento da parte dell'esercente integra il reato di peculato gestore slot, in quanto quest'ultimo agisce come incaricato di pubblico servizio e agente contabile. L'appello dell'imputato, basato sulla presunta natura privatistica delle somme e sulla pendenza di un giudizio amministrativo, è stato rigettato.
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Sanatoria edilizia: non estingue reato paesaggistico
La Corte di Cassazione ha stabilito che la sanatoria edilizia, ottenuta per regolarizzare un abuso, non estingue automaticamente il reato paesaggistico. La Corte ha annullato, ai soli fini civili, una sentenza di merito che aveva dichiarato estinti i reati per intervenuta sanatoria, senza verificare il requisito della 'doppia conformità' urbanistica e la validità dell'autorizzazione paesaggistica. Quest'ultima non può essere rilasciata a posteriori per opere che creano nuova volumetria. Il caso è stato rinviato al giudice civile per la valutazione del risarcimento del danno.
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