La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24051/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per la revisione del processo. Il condannato per furto aggravato aveva richiesto la revisione sulla base dell'assoluzione di una coimputata in un separato giudizio. La Corte ha stabilito che tale assoluzione non costituisce prova nuova idonea a sovvertire la condanna passata in giudicato, confermando che la revisione è un rimedio straordinario che richiede prove capaci di dimostrare un errore di fatto, non una diversa valutazione.
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