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Art. 46 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 46 Codice Civile

Trasferimento illegittimo: il giudicato esterno decide
Una lavoratrice contesta il trasferimento da una sede all'altra, giustificato dall'azienda con ragioni organizzative. La Corte di Cassazione ha dichiarato il trasferimento illegittimo applicando il principio del "giudicato esterno": una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti, riguardante il licenziamento della dipendente, aveva già accertato l'illegittimità dello stesso trasferimento. Questa decisione è diventata vincolante, portando all'annullamento della sentenza d'appello e al rinvio del caso per una nuova valutazione basata su questo punto fermo.
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Eccezione di incompetenza: come formularla nei contratti
Una società italiana ottiene un'ingiunzione di pagamento contro una tedesca presso il foro indicato nel contratto. La società tedesca si oppone sollevando un'eccezione di incompetenza. La Cassazione chiarisce che l'eccezione di incompetenza deve contestare tutti i possibili fori concorrenti, altrimenti è inefficace e la competenza del giudice adito si radica.
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Ricorso incidentale assorbito: effetti della rinuncia
Una società agricola si opponeva alla stima di esproprio di alcuni suoi terreni, ma la sua opposizione veniva dichiarata tardiva. La società ricorreva in Cassazione lamentando un vizio di notifica del decreto di esproprio. Le controparti, tra cui un consorzio e l'Amministrazione finanziaria, proponevano ricorsi incidentali. Successivamente, la società agricola e il consorzio rinunciavano ai rispettivi ricorsi. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio tra le parti rinuncianti e ha dichiarato il ricorso incidentale assorbito per l'Amministrazione finanziaria, poiché il suo interesse a una decisione era condizionato all'accoglimento del ricorso principale, ormai venuto meno.
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Accertamento socio srl: difesa anche con atto definitivo
L'Agenzia delle Entrate contesta a un socio di una S.r.l. a ristretta base sociale il reddito da partecipazione, basandosi su un accertamento divenuto definitivo per la società. La Cassazione, rigettando il ricorso dell'Agenzia, stabilisce un principio cruciale sull'accertamento socio srl: il socio può sempre difendersi provando che i maggiori utili accertati alla società non gli sono stati distribuiti, ma sono stati reinvestiti. La definitività dell'atto verso la società non impedisce la difesa del socio nel suo procedimento autonomo.
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Reddito di partecipazione: la prova del socio vince
La Corte di Cassazione ha stabilito che un socio di Srl a ristretta base sociale può contestare l'accertamento sul proprio reddito di partecipazione, anche se l'avviso fiscale notificato alla società è divenuto definitivo. Il socio ha il diritto di fornire la prova contraria, dimostrando che i maggiori utili accertati in capo alla società non gli sono stati effettivamente distribuiti, ma, ad esempio, sono stati reinvestiti. In questo caso, la Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che la presunzione di distribuzione degli utili può essere superata.
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Indennità di trasferta: i limiti del CCNL e la decisione
Una ditta individuale ha contestato la decisione della Corte d'Appello che negava la qualifica di 'indennità di trasferta' a somme erogate ai dipendenti, in quanto non conformi al CCNL Autotrasporti. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che i requisiti del contratto collettivo, come la durata minima del servizio, sono inderogabili. La Corte ha stabilito che l'autonomia contrattuale non può essere usata per eludere gli oneri previdenziali, e che la clausola sulle 'condizioni di miglior favore' era una norma transitoria non applicabile al caso di specie.
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Notifica sede legale: quando è valida all’ex sede?
Una società contesta un'ingiunzione di pagamento per tasse sulla pubblicità, sostenendo che la notifica sede legale dell'avviso di accertamento prodromico sia avvenuta al vecchio indirizzo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. I giudici hanno ritenuto inammissibili le censure del ricorrente in quanto miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità, soprattutto in presenza di una "doppia conforme" sentenza di merito.
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Notifica nulla e preavviso di fermo: la Cassazione
Una società ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento sottostanti. Dopo che i giudici di merito avevano respinto le sue ragioni, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Decisiva è stata la produzione di una sentenza passata in giudicato che accertava la falsità delle firme sugli avvisi di ricevimento delle cartelle. La Corte ha stabilito che la notifica nulla degli atti presupposti rende invalido il successivo preavviso di fermo, privandolo del suo fondamento giuridico.
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Revoca buoni pasto: le regole per la Pubblica Amm.
Un ente pubblico ha interrotto l'erogazione dei buoni pasto ai dipendenti con una decisione unilaterale. La Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento, stabilendo che la revoca dei buoni pasto, pur essendo un atto discrezionale, non può essere arbitraria. Deve rispettare i principi di correttezza e buona fede, essere motivata e comunicata alle organizzazioni sindacali.
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