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Art. 456 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 456 Codice Civile

Vendita o donazione? La presunzione di liberalità decide il caso
Un'azienda familiare ha ceduto il 13% delle proprie quote societarie al padre per 6,5 milioni di euro. L'Agenzia delle Entrate ha riqualificato la vendita come donazione, applicando la presunzione di liberalità prevista per i trasferimenti tra parenti stretti. I venditori hanno impugnato l'atto sostenendo di aver pagato tramite compensazione di crediti, ma l'accordo non si era perfezionato prima del decesso dell'acquirente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei contribuenti, confermando che la presunzione di liberalità non è stata superata da prove idonee. Inoltre, la Corte ha chiarito che l'applicazione dell'imposta sulle donazioni e della tassazione sul capital gain non costituisce doppia imposizione, trattandosi di tributi differenti con presupposti diversi. Di conseguenza, i contribuenti perdono la causa e devono pagare le imposte e le spese legali.
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Imposta di successione: chi paga se cambia l’erede?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta di successione non è dovuta dal chiamato all'eredità qualora una sentenza accerti la qualità di erede universale in capo a un altro soggetto. Nonostante la mancata impugnazione dell'avviso di liquidazione, la scoperta di un testamento olografo successivo travolge retroattivamente l'obbligo tributario del primo chiamato. La decisione impedisce al Fisco di riscuotere il tributo da chi ha perso la qualità di erede ex tunc.
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Revoca testamento: niente tasse per l’erede revocato
La Corte di Cassazione chiarisce che la revoca del testamento ha efficacia retroattiva. Di conseguenza, il soggetto inizialmente nominato erede, che ha già presentato la dichiarazione di successione, non è tenuto al pagamento dell'imposta se un testamento successivo, revocando il primo, lo esclude dall'eredità. La corte ha stabilito che la revoca fa venir meno lo status di 'chiamato all'eredità', eliminando il presupposto stesso del tributo.
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Momento impositivo imposte ipotecarie: la nuova legge
Due eredi si vedono negare l'agevolazione 'prima casa' su un immobile ereditato perché già proprietari di un altro. La legge era cambiata tra la data del decesso e la presentazione della dichiarazione di successione. La Cassazione ha stabilito che per le imposte ipotecarie e catastali, il momento impositivo è quello dell'esecuzione delle formalità di trascrizione, non la data di apertura della successione. Di conseguenza, si applica la legge più recente e favorevole ai contribuenti.
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