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Art. 45 Codice della Strada — Anno 2024

Altri anni per Art. 45 Codice della Strada

Omologazione autovelox: la Cassazione fa chiarezza
Un comune ha multato un automobilista per eccesso di velocità basandosi sui dati di un autovelox. La multa è stata annullata in primo e secondo grado perché il dispositivo era solo approvato e non omologato. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni, stabilendo con l'ordinanza n. 10505/2024 che l'omologazione autovelox è un requisito indispensabile per la validità delle sanzioni, poiché i procedimenti di approvazione e omologazione non sono equivalenti.
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Taratura Autovelox: Multa Annullata se la Verifica Manca
La Corte di Cassazione ha annullato una multa per eccesso di velocità perché l'apparecchio utilizzato non era stato sottoposto a periodica taratura autovelox. La sentenza stabilisce che una verifica datata oltre due anni prima dell'infrazione rende l'accertamento inaffidabile e, di conseguenza, il verbale illegittimo. Viene ribadito l'obbligo di calibrazione almeno annuale per garantire la validità delle sanzioni.
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Onere della prova etilometro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza, stabilendo un principio chiave sull'onere della prova etilometro. Secondo la Corte, un test positivo è prova sufficiente, e spetta all'imputato fornire allegazioni concrete per dimostrare il malfunzionamento, la mancata omologazione o taratura del dispositivo. Generiche contestazioni non sono sufficienti per invalidare l'accertamento.
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Onere della prova etilometro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 38718/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La difesa contestava l'affidabilità del test per la mancata indicazione delle verifiche periodiche dello strumento. La Corte ha ribadito che l'onere della prova etilometro grava sull'imputato, che deve allegare elementi specifici per dimostrare i vizi dell'apparecchio. L'esito positivo dell'alcoltest costituisce di per sé prova dello stato di ebbrezza.
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Guida in stato di ebbrezza: onere della prova etilometro
Un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza ha impugnato la sentenza, sostenendo l'invalidità dell'alcoltest per mancata prova della revisione periodica. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'esito positivo dell'etilometro costituisce piena prova e spetta alla difesa dimostrare, con allegazioni specifiche, eventuali vizi o malfunzionamenti dello strumento. La Corte ha inoltre respinto le altre censure relative a vizi procedurali e alla mancata concessione di benefici.
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Guida in stato di ebbrezza: prova e aggravanti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un sinistro. La Suprema Corte ha ribadito che l'esito positivo dell'alcoltest costituisce prova piena dello stato di alterazione, e spetta all'imputato dimostrare eventuali vizi dello strumento. È stato inoltre confermato che un motivo di ricorso relativo al calcolo della pena non può essere sollevato per la prima volta in Cassazione se non dedotto in appello.
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Omologazione sistemi: multa annullata per prova mancata
Una società di trasporto acqueo veniva multata da un'amministrazione comunale per aver violato un divieto di transito in orario notturno, infrazione rilevata tramite un sistema di videosorveglianza. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della sanzione, poiché l'ente pubblico non ha fornito la prova della necessaria omologazione dello strumento di accertamento, requisito fondamentale per garantirne la precisione e la legittimità del suo utilizzo.
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Guida in stato di ebbrezza: prova e art. 131-bis
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso relativo a una condanna per guida in stato di ebbrezza, confermando che l'esito positivo dell'etilometro costituisce piena prova. Ha inoltre escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a causa della condotta di guida concretamente pericolosa dell'imputato, che aveva perso il controllo del veicolo creando un grave rischio per la circolazione.
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Impugnazione multa autovelox: i motivi di ricorso
Una società proponeva l'impugnazione di una multa autovelox, sollevando diverse questioni, tra cui l'omessa indicazione della data di taratura, vizi di notifica e l'errata determinazione della sanzione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato tutti i motivi di ricorso, fornendo importanti chiarimenti. In particolare, ha ribadito che spetta al sanzionato contestare il malfunzionamento del dispositivo, non essendo necessaria l'indicazione della data di taratura sul verbale. Ha inoltre negato la legittimazione ad impugnare verbali non ancora notificati e confermato la decisione del giudice di merito sulla non applicabilità del cumulo giuridico e sulla determinazione della sanzione, ritenendo la minima differenza di importo non rilevante.
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Prova stato di ebbrezza: l’alcoltest è sufficiente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9604/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'automobilista condannata per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver causato un incidente. La Corte ha ribadito che la prova stato di ebbrezza è validamente fornita dall'esito positivo dell'alcoltest, e spetta alla difesa dimostrare vizi specifici dello strumento, non essendo sufficiente un generico richiamo alla mancata taratura.
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Prova etilometro: onere della prova a carico dell’imputato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9564/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ribadito che la prova etilometro costituisce piena prova della violazione e che spetta all'imputato l'onere di dimostrare, con prove specifiche, eventuali vizi o malfunzionamenti dello strumento. È stato inoltre confermato il diniego della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, a causa di una prognosi negativa basata sul comportamento passato dell'imputato.
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Verbale autovelox nullo senza prova della taratura
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3335/2024, ha rigettato il ricorso di un Comune, confermando l'annullamento di un verbale autovelox. La Corte ha ribadito che l'amministrazione ha l'onere di provare la corretta e periodica taratura dello strumento di rilevamento della velocità. Non è sufficiente menzionare la taratura nel ricorso, ma è necessario fornire la documentazione specifica e indicarne la precisa collocazione negli atti processuali, pena l'inammissibilità del motivo di ricorso.
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