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Art. 428 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 428 Codice Civile

Testamento olografo: guida della mano è nullità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9319/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia di successioni: un testamento olografo redatto con l'aiuto di un terzo che guida la mano del testatore è nullo per difetto di autografia. La Corte ha chiarito che tale intervento, anche se minimo e conforme alla volontà del disponente, compromette il requisito essenziale della provenienza esclusiva dello scritto dal testatore, portando alla nullità assoluta dell'atto e non a una semplice annullabilità. La pronuncia ha inoltre specificato che l'efficacia di una sentenza penale in sede civile è limitata alle statuizioni risarcitorie e non può stabilire la qualità di erede.
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Incapacità naturale: vendita annullata e ricorso respinto
La Corte di Cassazione conferma l'annullamento di una compravendita immobiliare a causa dell'incapacità naturale della venditrice. La decisione si fonda sulla grave sproporzione del prezzo e sulla provata mala fede dell'acquirente. Il ricorso di quest'ultimo è stato rigettato, stabilendo che la prova dell'incapacità può basarsi su elementi presuntivi e che la richiesta di restituzione del prezzo non può essere avanzata per la prima volta in appello.
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Circonvenzione di incapace: la prova prima di tutto
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di presunta circonvenzione di incapace in una compravendita immobiliare. La domanda, proposta originariamente dalla madre del venditore, viene rigettata in tutti i gradi di giudizio. La Corte suprema conferma che, per invalidare un contratto, è necessario fornire prove concrete della manipolazione psicologica e non è possibile affidarsi a una consulenza tecnica (CTU) per sopperire alla carenza probatoria. Il ricorso viene respinto sottolineando l'importanza dell'onere della prova a carico di chi agisce in giudizio.
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Divieto di nova in appello: limiti e spese legali
Una figlia cita in giudizio una compagnia assicurativa dopo essere stata esclusa come beneficiaria dalla polizza vita della madre. La Corte d'Appello le riconosce solo il diritto di conoscere il nome del nuovo beneficiario. La Corte di Cassazione conferma la decisione, facendo chiarezza sui limiti del divieto di nova in appello e sui criteri di ripartizione delle spese legali in caso di vittoria solo parziale.
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