La Corte di Cassazione ha stabilito che le dichiarazioni spontanee di un imputato, rese a un agente di polizia fuori servizio e in veste di volontario, sono pienamente utilizzabili nel processo. Il caso riguardava un uomo condannato per incendio boschivo colposo che aveva confessato i fatti a un agente della Guardia di Finanza non in servizio. La Corte ha chiarito che tali affermazioni non rientrano nelle garanzie dell'art. 350 cod. proc. pen., ma costituiscono una testimonianza indiretta legittima, valutabile dal giudice. Di conseguenza, il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile e la condanna confermata.
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