Il Denunciante presenta una querela penale. Il Pubblico Ministero iscrive l'atto nel registro delle non notizie di reato (Modello 45) e ne dispone la cestinazione modello 45 (archiviazione diretta) senza trasmettere gli atti al Giudice per le indagini preliminari. Il Denunciante fa ricorso in Cassazione, ritenendo l'atto abnorme. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che il provvedimento di archiviazione diretta del Pubblico Ministero non è un atto del giudice e quindi non è impugnabile. Lo strumento corretto per la persona offesa che vuole contestare l'inerzia del PM è la richiesta di avocazione delle indagini al Procuratore Generale. Il ricorrente viene condannato alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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