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Art. 411 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 411 Codice Civile

Appropriazione indebita amministratore: il ruolo cessa
La Corte di Cassazione ha stabilito che non commette il reato di peculato, ma quello di appropriazione indebita, l'amministratore di sostegno che preleva somme da un conto cointestato con l'assistito dopo la morte di quest'ultimo. La sentenza chiarisce che la qualifica di pubblico ufficiale cessa automaticamente con il decesso dell'amministrato. Di conseguenza, il reato, riqualificato, è stato dichiarato estinto per prescrizione, con rinvio al giudice civile per le questioni risarcitorie.
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Equa indennità: no se l’amministratore è inadempiente
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di un'equa indennità a un'amministratrice di sostegno a causa di un grave ritardo (circa due anni) nel deposito del rendiconto finale. La Corte ha stabilito che la concessione dell'indennità è soggetta alla valutazione discrezionale del giudice, che deve considerare non solo l'entità del patrimonio e la difficoltà della gestione, ma anche la diligenza e la correttezza dell'amministratore nell'adempimento dei suoi doveri. Il ritardo è stato considerato una grave inadempienza che giustifica il rigetto della richiesta.
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Amministrazione di sostegno e procura: quale prevale?
Un amministratore di sostegno, figlio della beneficiaria, si vede respingere i rendiconti per prelievi ingiustificati. Invoca una precedente procura a suo favore, ma la Cassazione rigetta il ricorso. La nomina in amministrazione di sostegno, afferma la Corte, supera e sostituisce la procura volontaria, imponendo i limiti e le autorizzazioni del giudice tutelare.
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