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Art. 392 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 392 Codice di Procedura Penale

Incidente probatorio negato: la Cassazione chiude al ricorso
L'Indagato ha richiesto un incidente probatorio per interrogare un Coindagato che lo aveva accusato. Il Giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta, ritenendo non necessaria l'anticipazione della prova. L'Indagato ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che il rifiuto fosse un provvedimento abnorme e violasse il diritto di difesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il rigetto della richiesta di incidente probatorio non è impugnabile, poiché non blocca il processo e la prova può comunque essere assunta durante il dibattimento pubblico. Di conseguenza, l'Indagato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Omicidio stradale: velocità e prova in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale (originariamente contestato come omicidio colposo) nei confronti di un automobilista che, viaggiando a velocità eccessiva in autostrada, ha tamponato un altro veicolo causando la morte di un passeggero. Il ricorrente contestava la mancanza di una perizia cinematica e l'omessa valutazione di una manovra improvvisa della vittima. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il calcolo della velocità basato sui tempi di percorrenza tra i caselli autostradali è un metodo logico e valido, e che il giudice di legittimità non può rivalutare le prove se la motivazione della sentenza di merito è coerente.
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Incidente probatorio: limiti al ricorso in Cassazione
La Procura della Repubblica ha impugnato l'ordinanza di un GIP che disponeva un incidente probatorio per un'autopsia, nonostante il Pubblico Ministero avesse già effettuato un accertamento tecnico irripetibile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il provvedimento del giudice non è 'abnorme' poiché rientra nei suoi poteri e non causa una stasi insuperabile del procedimento.
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Risarcimento del danno: è valido se la vittima accetta?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33877/2025, ha stabilito che l'accettazione di un'offerta di risarcimento del danno da parte della persona offesa non vincola il giudice a concedere la relativa attenuante. Nel caso di specie, due datori di lavoro condannati per sfruttamento lavorativo avevano offerto una somma di denaro ai lavoratori, i quali avevano accettato. Tuttavia, la Corte ha ritenuto i ricorsi inammissibili, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano giudicato l'importo esiguo e inadeguato rispetto alla gravità dei fatti, sottolineando il dovere del giudice di proteggere le parti deboli e valutare l'integralità del ristoro, al di là dell'accordo tra le parti.
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