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Art. 391-ter Codice di Procedura Penale — Anno 2025

Altri anni per Art. 391-ter Codice di Procedura Penale

Trattazione orale in appello: i termini per la richiesta
La Cassazione rigetta un ricorso per estorsione, chiarendo che la richiesta di trattazione orale in appello è inefficace se inserita nell'atto di impugnazione. Deve essere presentata entro 15 giorni dalla notifica del decreto di citazione, pena la decadenza, secondo l'art. 598-bis c.p.p.
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Indagini difensive rito abbreviato: i limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per usura ed estorsione. Il punto centrale della sentenza riguarda il tema delle indagini difensive nel rito abbreviato. La Corte ha stabilito che i risultati di tali indagini devono essere prodotti prima della richiesta di accesso al rito, e non successivamente. La scelta del rito abbreviato, infatti, implica una definizione del processo "allo stato degli atti", precludendo l'acquisizione di nuove prove, salvo specifiche eccezioni. L'inammissibilità della produzione tardiva delle prove difensive ha quindi portato alla conferma della condanna.
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Prova nuova: quando riapre un processo penale?
La Cassazione ha esaminato un caso di revisione per tentata estorsione. Nonostante la presentazione di una prova nuova, consistente nelle dichiarazioni della persona offesa che negava le minacce, la Corte ha rigettato il ricorso. La sentenza sottolinea che la prova nuova deve essere così decisiva da demolire l'intero impianto accusatorio originario, cosa non avvenuta nel caso di specie data la solidità delle prove già acquisite.
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Diritto alla prova: Cassazione annulla confisca
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di confisca di prevenzione riguardante un immobile. La decisione si fonda sulla violazione del diritto alla prova del soggetto proposto e dei terzi intestatari del bene (i suoi genitori), ai quali era stato negato il diritto di far sentire testimoni a loro difesa. La Corte ha ribadito che, anche nei procedimenti di prevenzione, deve essere garantito un pieno contraddittorio e la possibilità per la difesa di presentare prove, annullando con rinvio la decisione della Corte d'Appello.
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Confisca di prevenzione: annullata per difetto di prova
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una confisca di prevenzione relativa a quote societarie e al compendio aziendale di una società. La decisione è stata motivata dalla mancanza di una prova rigorosa che dimostrasse l'effettiva disponibilità dei beni da parte dell'imprenditore, proposto per la misura, al momento della richiesta. Anni prima, l'imprenditore aveva donato le quote ai propri familiari. La Corte ha sottolineato che, per giustificare la confisca, non è sufficiente basarsi su elementi passati, ma è necessaria una prova attuale del controllo di fatto esercitato dal proposto sulla società, nonostante l'intestazione formale a terzi.
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Sequestro preventivo: la prova della difesa va valutata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo a carico di una società. La decisione si fonda sul principio che il Tribunale del riesame ha l'obbligo di valutare tutte le prove presentate dalla difesa. In questo caso, l'omessa considerazione di elementi a discarico ha reso la motivazione del provvedimento meramente apparente, violando il diritto di difesa e portando all'annullamento con rinvio per una nuova valutazione.
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Incidente probatorio ex art. 391-bis: no all’abnormità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il rigetto di una richiesta di incidente probatorio, avanzata dalla difesa ai sensi dell'art. 391-bis c.p.p., non costituisce un provvedimento abnorme e, pertanto, non è impugnabile. La decisione del giudice, basata sulla prescrizione dei reati e sulla natura non illecita dei fatti, rientra nel normale esercizio del potere discrezionale di valutazione della rilevanza della prova, a differenza dei casi che coinvolgono vittime vulnerabili dove tale discrezionalità è limitata.
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Detenzione ordigno esplosivo: la Cassazione decide
Un uomo in affidamento in prova viene arrestato per la detenzione di un ordigno esplosivo artigianale. La Cassazione conferma la custodia in carcere, respingendo le tesi difensive sulla scarsa pericolosità del manufatto e sul suo presunto uso per una festa. Per la Corte, la detenzione di un ordigno esplosivo è di per sé reato, indipendentemente dalla finalità, e la misura cautelare è giustificata dal rischio di recidiva.
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Illecito disciplinare avvocato: la Cassazione decide
Un avvocato viene sanzionato con un richiamo verbale per non aver fornito a una ex cliente la liberatoria autenticata, necessaria per la cancellazione di un protesto. L'avvocato presenta ricorso in Cassazione con 38 motivi, tutti respinti. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, qualificando la condotta come illecito disciplinare avvocato di natura permanente, la cui prescrizione decorre solo dalla cessazione dell'omissione. Il legale viene inoltre condannato per lite temeraria a causa dell'abuso del diritto di impugnazione.
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Misure cautelari: la Cassazione sulla rapina di gruppo
La Cassazione ha confermato le misure cautelari per un gruppo accusato di rapina in un supermercato, ritenendo i ricorsi inammissibili. La Corte ha validato la valutazione del Tribunale del Riesame sui gravi indizi, sul pericolo di recidiva e di inquinamento probatorio, basandosi sulla condotta coordinata del gruppo e sulle minacce successive a un testimone.
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