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Art. 391-ter Codice di Procedura Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 391-ter Codice di Procedura Civile

Revocazione sentenza di Cassazione: limiti su dolo e rinvio
Una Società ha richiesto la revocazione sentenza di Cassazione pronunciata decenni prima, sostenendo che l'Amministrazione statale avesse vinto grazie a un comportamento fraudolento (dolo processuale). La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità totale del ricorso. La legge consente di impugnare per dolo le decisioni di legittimità solo quando la Corte ha definito la causa direttamente nel merito, senza necessità di nuovi accertamenti. Nel caso esaminato, invece, i giudici si erano limitati ad annullare la decisione precedente con rinvio a un nuovo tribunale. La Società ha perso la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Ricorso per revocazione: quando l’insistenza diventa inammissibile
Il Promissario Acquirente e la Società Venditrice si scontrano sul trasferimento di alcuni immobili. Dopo una lunga serie di giudizi, il Promissario Acquirente propone un nuovo ricorso per revocazione contro una precedente decisione della Cassazione che aveva già deciso su una prima revocazione. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso. L'impugnazione viola l'articolo 403 del codice di procedura civile, che vieta di proporre una revocazione contro una sentenza emessa all'esito di un precedente giudizio di revocazione. Inoltre, il ricorso è tardivo, essendo stato notificato ben oltre il termine di sei mesi previsto dalla legge. La Corte condanna il ricorrente alle spese e segnala il difensore al Consiglio dell'Ordine per l'uso di toni offensivi.
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Nomi errati in sentenza: sì alla correzione errore materiale
Un gruppo di persone si rivolge alla Corte di Cassazione per chiedere la correzione di un errore materiale in una precedente sentenza. Gli errori includevano cognomi scritti male e un elenco impreciso di chi aveva firmato accordi di conciliazione con due società. La Corte ha accolto la richiesta, stabilendo un importante principio: quando l'errore è una semplice svista, evidente 'a colpo d'occhio' confrontando la sentenza con gli atti del processo, si può usare la procedura rapida di correzione. La Corte ha quindi ordinato di modificare la sentenza originale, ristabilendo i nomi corretti e l'elenco esatto delle persone coinvolte negli accordi. L'esito è una vittoria per i richiedenti, che ottengono una sentenza formalmente corretta.
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