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Art. 391-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 391-ter Codice di Procedura Civile

Revocazione per documento decisivo tra rigetto e nuovo giudizio
Un'associazione occupava un immobile pubblico rivendicando il diritto di acquisto agevolato. La Cassazione aveva respinto il suo ricorso confermando il diniego, ma correggendo la motivazione: l'ente non aveva finalità abitative personali. Successivamente l'ente ha rinvenuto un atto del 1992 attestante l'assegnazione a uso abitativo e ha promosso ricorso per revocazione per documento decisivo. La Seconda Sezione civile ha rilevato un dubbio interpretativo: la legge ammette questo rimedio straordinario solo contro le decisioni della Cassazione che risolvono la lite nel merito. Non è pacifico se la semplice rettifica dei motivi rientri in tale ambito o se vi rientri quando la Corte abbia ecceduto i limiti correttivi. L'ordinanza ha quindi rimesso la questione al Primo Presidente per l'eventuale esame da parte delle Sezioni Unite.
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Errore di fatto revocatorio: quando la Cassazione respinge il ricorso
Una società cliente ha proposto ricorso per revocazione contro un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo l'esistenza di un errore di fatto revocatorio. La controversia originaria riguardava la richiesta di risarcimento danni avanzata dalla società nei confronti di una banca per presunte violazioni degli obblighi informativi legate a un finanziamento con contestuale investimento in fondi comuni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta. I giudici hanno chiarito che le contestazioni riguardavano una valutazione di decisività delle prove e non una svista materiale sugli atti. Inoltre, la decisione precedente si fondava su una motivazione autonoma non contestata dalla società. La cliente è stata condannata al pagamento delle spese di lite.
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Revocazione per errore di fatto: quando la svista non salva
Gli Eredi del Convenuto hanno proposto ricorso per revocazione contro una precedente sentenza della Corte di Cassazione, lamentando un omesso esame di una sentenza d'appello e di un testamento olografo. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la revocazione per errore di fatto non può essere utilizzata per contestare l'interpretazione o la valutazione di autosufficienza degli atti compiuta dalla Corte. Inoltre, la sentenza d'appello invocata non era munita della necessaria certificazione di passaggio in giudicato al momento del deposito, e il testamento olografo, oltre a non essere stato trascritto nel ricorso, era un documento nuovo inammissibile in sede di legittimità. Di conseguenza, gli Eredi hanno perso la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese legali.
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Revocazione donazione per ingratitudine: Figlio aggredisce la madre, perde la proprietà
Un figlio aveva ricevuto in donazione la nuda proprietà di un immobile dalla madre, che si era riservata l'usufrutto. La madre, poi i suoi eredi, hanno chiesto la revocazione donazione per ingratitudine, motivata da aggressione fisica e impedimento all'uso dell'abitazione. La Corte d'Appello ha accolto la richiesta, revocando la donazione. Il figlio ha proposto ricorso in Cassazione, che ha confermato la revocazione. Successivamente, il figlio ha tentato di revocare l'ordinanza della Cassazione, sostenendo un contrasto con una precedente assoluzione penale per gli stessi fatti. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale motivo non è previsto per le sue decisioni e che l'assoluzione penale non esclude la grave ingratitudine civile.
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Errore di fatto revocatorio: perizia ignorata? La Cassazione nega
Una società agricola ha chiesto la revocazione di una sentenza della Cassazione sfavorevole in materia di ICI su terreni divenuti edificabili. La società sosteneva un errore di fatto revocatorio, accusando i giudici di non aver visto una perizia tecnica decisiva che dimostrava un valore inferiore dei terreni. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che la mancata valorizzazione di una prova non è una svista materiale, ma un errore di valutazione, non contestabile con la revocazione. Inoltre, il ricorso non era 'autosufficiente', poiché non descriveva né localizzava la perizia in modo adeguato. La società ha quindi perso e la sentenza precedente è stata confermata.
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Revocazione sentenza Cassazione: Prova nuova non basta, ricorso perso
Un socio accomandatario impugnava un lodo arbitrale sostenendo che l'arbitro avesse deciso fuori tempo massimo. Dopo aver perso in Cassazione, tentava la via della **revocazione sentenza Cassazione** sulla base di un documento ritrovato. La Suprema Corte ha però dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio sancito è che la revocazione contro una decisione della Cassazione è possibile solo se questa ha deciso la causa nel merito, e non quando si è limitata a rigettare il ricorso, confermando così la sentenza precedente. Il socio ha quindi perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Revocazione sentenza Cassazione: parere legale non basta
Un dipendente pubblico, licenziato, tenta di riaprire il suo caso chiedendo la revocazione della sentenza della Cassazione che aveva confermato il licenziamento. Egli si basa su un parere legale, presentato come 'nuovo documento', che attesterebbe l'illegittima composizione dell'organo disciplinare. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso. Stabilisce che un parere legale non è un documento nuovo e decisivo, ma una mera interpretazione di fatti già noti. Inoltre, chiarisce che le sue sentenze di rigetto possono essere impugnate per revocazione solo per errore di fatto, motivo non invocato dal ricorrente. Il dipendente perde e viene condannato a pagare le spese.
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Revocazione Sentenza Cassazione: Prova Falsa Non Basta, Vince Debitore
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di richiesta di revocazione di una sua precedente ordinanza. L'erede di una creditrice sosteneva che la decisione fosse basata su una quietanza di pagamento risultata falsa. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio sancito è che la scoperta di una prova falsa dopo una decisione della Cassazione non è un motivo valido per la revocazione, a meno che la Corte non avesse deciso la causa nel merito. In questo caso, avendo solo rigettato un precedente ricorso, la sua decisione non era revocabile. La stabilità delle sentenze della Corte Suprema prevale.
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Ricorso per revocazione: quando è inammissibile
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione riguardante una lite condominiale su parti comuni e canne fumarie. Il provvedimento chiarisce che l'ordinanza di legittimità non può essere impugnata per nullità relativa, ma solo per errore materiale o revocazione ai sensi dell'art. 395 c.p.c. in casi tassativi.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Un contribuente, assolto in sede penale, chiede l'annullamento in autotutela di accertamenti fiscali. La Cassazione respinge la sua istanza di revocazione per errore di fatto revocatorio, sostenendo che l'errore lamentato non è una pura svista percettiva sulla cronologia dei fatti, ma una valutazione giuridica sulla definitività degli atti, che era un punto già controverso e dibattuto nel giudizio. La decisione sottolinea la differenza tra un abbaglio sensoriale e un errore di giudizio, ribadendo i rigidi confini di questo straordinario mezzo di impugnazione.
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Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
Un lavoratore chiede la revocazione di una sentenza della Cassazione che confermava il suo licenziamento, presentando un nuovo documento. La Corte dichiara il ricorso inammissibile. La motivazione si basa sull'impossibilità di chiedere la revocazione sentenza Cassazione per la scoperta di nuovi documenti e sul fatto che la precedente decisione non era di merito. Viene inoltre evidenziato il mancato rispetto dei termini.
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Giudice di rinvio: l’errore della Cassazione
Una società contribuente si è vista dichiarare inammissibile il ricorso a causa di un errore materiale della Corte di Cassazione nell'indicazione del giudice di rinvio. La Suprema Corte, nuovamente investita della questione, ha cassato la decisione di inammissibilità, ha corretto d'ufficio il proprio precedente errore e ha rinviato la causa al giudice territorialmente corretto, stabilendo un importante principio sulla correggibilità dei propri provvedimenti.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Un comune ha presentato ricorso per la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione relativa a un'esenzione IMU per un'azienda agricola. Il comune ha sostenuto l'esistenza di un dolo processuale e di un errore di fatto revocatorio, affermando che la Corte avesse erroneamente interpretato l'annotazione di ruralità nei registri catastali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'errore di fatto revocatorio consiste in una pura svista percettiva dei fatti e non in un errore di valutazione giuridica. Inoltre, ha ribadito che l'accusa di frode basata su un documento falso richiede un preventivo accertamento giudiziale della sua falsità.
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Revocazione per dolo: quando è inammissibile?
Un comune ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva concesso un'esenzione IMU a una società agricola. Il comune sosteneva che la società avesse ottenuto l'esenzione tramite una falsa autocertificazione di ruralità, configurando una revocazione per dolo processuale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la falsità di un documento deve essere accertata in un giudizio separato e preventivo prima di poter fondare un'istanza di revocazione.
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Dolo processuale: quando non basta a revocare la sentenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione di un Comune contro una società agricola. Il Comune denunciava un presunto dolo processuale e un errore di fatto legati all'ottenimento di un'esenzione IMU. La Corte ha stabilito che, per il dolo processuale derivante da un documento falso, la falsità deve essere accertata in un giudizio separato e precedente. Inoltre, un'errata interpretazione giuridica da parte del giudice non costituisce un errore di fatto revocatorio.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile
Un ente comunale ha richiesto la revocazione di una decisione della Corte di Cassazione che concedeva un'esenzione IMU a una società agricola. Il ricorso si basava su presunti dolo processuale e un errore di fatto revocatorio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'errore di fatto deve consistere in una svista percettiva sulla prova documentale, e non in un disaccordo con la valutazione giuridica del giudice.
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