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Art. 391-ter Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 391-ter Codice di Procedura Civile

Revocazione per documento decisivo tra rigetto e nuovo giudizio
Un'associazione occupava un immobile pubblico rivendicando il diritto di acquisto agevolato. La Cassazione aveva respinto il suo ricorso confermando il diniego, ma correggendo la motivazione: l'ente non aveva finalità abitative personali. Successivamente l'ente ha rinvenuto un atto del 1992 attestante l'assegnazione a uso abitativo e ha promosso ricorso per revocazione per documento decisivo. La Seconda Sezione civile ha rilevato un dubbio interpretativo: la legge ammette questo rimedio straordinario solo contro le decisioni della Cassazione che risolvono la lite nel merito. Non è pacifico se la semplice rettifica dei motivi rientri in tale ambito o se vi rientri quando la Corte abbia ecceduto i limiti correttivi. L'ordinanza ha quindi rimesso la questione al Primo Presidente per l'eventuale esame da parte delle Sezioni Unite.
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Revocazione della sentenza di Cassazione: rigettato il ricorso
Gli eredi di un donante hanno proposto ricorso per la revocazione della sentenza di Cassazione che aveva confermato lo scioglimento della comunione ereditaria e la riduzione delle donazioni lesive della quota di legittima. I ricorrenti sostenevano la presenza di prove nuove e di un comportamento doloso della controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la revocazione della sentenza di Cassazione per motivi diversi dall'errore di fatto è ammessa solo se la Suprema Corte ha deciso la causa nel merito. Poiché la decisione impugnata era di mera legittimità, il ricorso non poteva essere accolto, confermando la vittoria dell'erede del legittimario.
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Revocazione per errore di fatto: quando la svista non salva
Gli Eredi del Convenuto hanno proposto ricorso per revocazione contro una precedente sentenza della Corte di Cassazione, lamentando un omesso esame di una sentenza d'appello e di un testamento olografo. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la revocazione per errore di fatto non può essere utilizzata per contestare l'interpretazione o la valutazione di autosufficienza degli atti compiuta dalla Corte. Inoltre, la sentenza d'appello invocata non era munita della necessaria certificazione di passaggio in giudicato al momento del deposito, e il testamento olografo, oltre a non essere stato trascritto nel ricorso, era un documento nuovo inammissibile in sede di legittimità. Di conseguenza, gli Eredi hanno perso la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese legali.
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Revocazione donazione per ingratitudine: Figlio aggredisce la madre, perde la proprietà
Un figlio aveva ricevuto in donazione la nuda proprietà di un immobile dalla madre, che si era riservata l'usufrutto. La madre, poi i suoi eredi, hanno chiesto la revocazione donazione per ingratitudine, motivata da aggressione fisica e impedimento all'uso dell'abitazione. La Corte d'Appello ha accolto la richiesta, revocando la donazione. Il figlio ha proposto ricorso in Cassazione, che ha confermato la revocazione. Successivamente, il figlio ha tentato di revocare l'ordinanza della Cassazione, sostenendo un contrasto con una precedente assoluzione penale per gli stessi fatti. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale motivo non è previsto per le sue decisioni e che l'assoluzione penale non esclude la grave ingratitudine civile.
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Revocazione Sentenza Cassazione: Prova Falsa Non Basta, Vince Debitore
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di richiesta di revocazione di una sua precedente ordinanza. L'erede di una creditrice sosteneva che la decisione fosse basata su una quietanza di pagamento risultata falsa. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio sancito è che la scoperta di una prova falsa dopo una decisione della Cassazione non è un motivo valido per la revocazione, a meno che la Corte non avesse deciso la causa nel merito. In questo caso, avendo solo rigettato un precedente ricorso, la sua decisione non era revocabile. La stabilità delle sentenze della Corte Suprema prevale.
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Ricorso per revocazione: quando è inammissibile
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione riguardante una lite condominiale su parti comuni e canne fumarie. Il provvedimento chiarisce che l'ordinanza di legittimità non può essere impugnata per nullità relativa, ma solo per errore materiale o revocazione ai sensi dell'art. 395 c.p.c. in casi tassativi.
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Procura speciale inesistente: estinzione del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato l'estinzione di un giudizio a causa della presentazione di una procura speciale inesistente. Il difensore aveva depositato un'istanza di decisione allegando una procura priva della firma del proprio cliente. La Corte ha ritenuto tale vizio insanabile, equiparando la mancanza della firma all'inesistenza stessa della procura, il che comporta una presunzione di rinuncia al ricorso. È stata respinta la tesi dell'errore tecnico, poiché non addebitabile alla Corte e non sufficientemente provato per concedere la rimessione in termini.
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Ricorso inammissibile Cassazione: la guida completa
Una condomina ha presentato un secondo ricorso alla Corte di Cassazione riproponendo le stesse doglianze già respinte in una precedente ordinanza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che le proprie decisioni non sono soggette a un ulteriore ricorso per cassazione, ma solo a rimedi straordinari come la revocazione. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese legali e a una sanzione economica per aver proposto un'impugnazione estranea al sistema processuale.
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Errore materiale: quando non basta la correzione?
Una società, pur risultando vittoriosa in un giudizio di Cassazione, non si vedeva liquidate le spese legali a causa di una svista della Corte. Ha quindi richiesto la correzione per errore materiale. La Corte Suprema ha dichiarato la richiesta inammissibile, specificando che non si trattava di un semplice refuso, bensì di un errore di fatto riguardante la posizione processuale della società. Il rimedio corretto sarebbe stato la revocazione dell'ordinanza, non la semplice correzione.
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Errore di fatto: quando è inammissibile la revocazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo la distinzione fondamentale tra errore di fatto, unico valido motivo, ed errore di giudizio. Il caso nasce da una donazione immobiliare contestata, ma la decisione si concentra sulla errata valutazione di documenti e norme, qualificandola come un vizio di giudizio non soggetto a revocazione. Il ricorrente è stato anche condannato per abuso del processo.
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Revocazione sentenza Cassazione: i limiti di ammissibilità
Una società ha tentato di ottenere la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione presentando un nuovo documento ritenuto decisivo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la revocazione di una sentenza della Cassazione è un rimedio non esperibile contro le decisioni che rigettano un ricorso senza decidere la causa nel merito. La decisione riafferma il principio di stabilità dei giudicati.
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