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Art. 391-ter Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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Revocazione sentenza Cassazione: parere legale non basta
Un dipendente pubblico, licenziato, tenta di riaprire il suo caso chiedendo la revocazione della sentenza della Cassazione che aveva confermato il licenziamento. Egli si basa su un parere legale, presentato come 'nuovo documento', che attesterebbe l'illegittima composizione dell'organo disciplinare. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso. Stabilisce che un parere legale non è un documento nuovo e decisivo, ma una mera interpretazione di fatti già noti. Inoltre, chiarisce che le sue sentenze di rigetto possono essere impugnate per revocazione solo per errore di fatto, motivo non invocato dal ricorrente. Il dipendente perde e viene condannato a pagare le spese.
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Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
Un lavoratore chiede la revocazione di una sentenza della Cassazione che confermava il suo licenziamento, presentando un nuovo documento. La Corte dichiara il ricorso inammissibile. La motivazione si basa sull'impossibilità di chiedere la revocazione sentenza Cassazione per la scoperta di nuovi documenti e sul fatto che la precedente decisione non era di merito. Viene inoltre evidenziato il mancato rispetto dei termini.
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Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
Una lavoratrice, licenziata per giusta causa, chiede la revocazione di una sentenza della Cassazione che aveva confermato il licenziamento, a seguito di una successiva assoluzione in sede penale. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo i rigidi limiti della revocazione sentenza Cassazione, in particolare quando la Corte ha emesso una pronuncia di rigetto e non ha deciso la causa nel merito.
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Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
Un lavoratore ha richiesto la revocazione di una sentenza della Cassazione che aveva confermato il suo licenziamento, adducendo un errore di fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la revocazione è uno strumento limitato agli errori interni al giudizio di legittimità e non può essere usata per ridiscutere i fatti del merito, specialmente quando il ricorso originario era già stato giudicato inammissibile per motivi procedurali.
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Revocazione sentenza Cassazione: quando è inammissibile
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile la richiesta di revocazione di una sentenza della Cassazione relativa a degli adeguamenti pensionistici. I ricorrenti sostenevano che la Corte avesse commesso un errore di fatto, ignorando un debito preesistente stabilito da una sentenza del 1994. La Corte ha chiarito che non vi è stato alcun errore fattuale; la sua decisione precedente si basava sull'interpretazione giuridica secondo cui la successiva capitalizzazione del fondo pensione aveva estinto l'obbligazione di debito. Questo rappresenta un disaccordo su basi legali (errore di giudizio), non un motivo valido per la revocazione.
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Errore di fatto: revocare un’ordinanza Cassazione
La Corte di Cassazione ha respinto un ricorso per revocazione contro una propria ordinanza, chiarendo la netta distinzione tra l'errore di fatto, che consente la revocazione, e l'errore di giudizio, che non la ammette. Il caso riguardava una pretesa di pagamento per la perequazione di una pensione aziendale, che la Corte aveva già ritenuto estinta a seguito della capitalizzazione del fondo pensione. I ricorrenti lamentavano un errore di fatto, ma la Corte ha stabilito che le loro censure riguardavano in realtà l'interpretazione e la valutazione giuridica dei fatti, configurando un inammissibile tentativo di ottenere un nuovo giudizio nel merito.
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Ricorso per revocazione: i requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara improcedibile un ricorso per revocazione a causa di gravi vizi formali. Il ricorrente non aveva esposto i fatti di causa, non aveva depositato una copia autentica del provvedimento impugnato e non aveva identificato un errore di fatto revocatorio secondo i rigidi criteri di legge. La decisione ribadisce l'importanza del rispetto delle norme procedurali per l'accesso a questo rimedio straordinario.
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Errore di fatto revocazione: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo la distinzione tra errore di fatto ed errore di giudizio. Il caso riguardava la pretesa di alcuni pensionati al pagamento di adeguamenti pensionistici basati su un giudicato del 1994. La Corte ha stabilito che la successiva capitalizzazione della pensione integrativa ha costituito un fatto nuovo che ha estinto l'obbligazione, applicando il principio "rebus sic stantibus". La richiesta di errore di fatto per revocazione è stata respinta perché i ricorrenti contestavano l'interpretazione giuridica della Corte, non una svista percettiva sugli atti.
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Revocazione ordinanza: quando è inammissibile?
Un gruppo di pensionati ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Suprema Corte, sostenendo un errore di fatto in una complessa vicenda su pensioni integrative. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che la revocazione ordinanza è possibile solo per un'erronea percezione dei fatti processuali, non per un disaccordo sull'interpretazione giuridica o sulla valutazione delle prove, come l'effetto estintivo della capitalizzazione di una pensione.
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Giudicato esterno: le regole per l’eccezione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso con cui un'azienda tentava di far valere un giudicato esterno formatosi in corso di causa. La decisione ribadisce che la prova del passaggio in giudicato di una sentenza non può basarsi sul mero calcolo dei termini, ma richiede una formale attestazione di cancelleria. L'assenza di tale prova e la mancata trascrizione degli atti nel ricorso per cassazione hanno portato alla sua reiezione per violazione del principio di autosufficienza.
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