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Art. 391 Codice di Procedura Civile

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Pensione Part-Time Verticale: Lavoratrice Vince, Ente non Paga
Una lavoratrice ottiene il diritto al corretto calcolo pensione part-time verticale, con il riconoscimento dell'intero periodo ai fini contributivi. L'Ente Previdenziale presenta ricorso in Cassazione ma, a seguito di una nuova legge che conferma la posizione della lavoratrice, rinuncia all'appello. La Corte Suprema dichiara estinto il processo. Tuttavia, stabilisce che l'Ente non debba pagare le spese legali della controparte. La ragione risiede nei 'giusti motivi', creati proprio dal cambiamento normativo avvenuto dopo l'inizio della causa. La lavoratrice vince nel merito, ma l'Ente è esonerato dalle spese per una circostanza eccezionale.
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Muro troppo vicino: demolizione per violazione distanze legali
Una società immobiliare realizza un muro di contenimento e innalza il livello del terreno a ridosso di una proprietà confinante. Il vicino la cita in giudizio per violazione delle distanze legali costruzioni. I giudici, sia in primo grado sia in appello, danno ragione al vicino, qualificando il muro come una vera e propria 'costruzione' e non come un'opera minore. Di conseguenza, ordinano la demolizione del manufatto e il ripristino dei luoghi. La società, giunta in Cassazione, rinuncia al ricorso, rendendo la condanna alla demolizione definitiva. La sentenza conferma che anche un muro di contenimento deve rispettare le normative sulle distanze.
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Rinuncia al ricorso: il caso si chiude ma la condanna alle spese resta
Un cittadino aveva avviato un ricorso in Cassazione contro un'azienda per una complessa vicenda legata a una divisione ereditaria e diritti immobiliari. Successivamente, ha deciso di ritirare la propria azione legale. L'azienda, pur non opponendosi alla chiusura del caso, ha chiesto il rimborso delle spese legali sostenute per difendersi. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiaro: la rinuncia chiude il processo, ma non cancella i costi. Poiché l'azienda non ha accettato di accollarsi le proprie spese, la Corte ha emesso una condanna alle spese per rinuncia al ricorso a carico del cittadino che si era ritirato. Chi rinuncia, quindi, deve pagare i costi della controparte se questa non vi rinuncia a sua volta.
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Azione revocatoria: immobile torna ai creditori, l’acquirente rinuncia
La curatela fallimentare di una società ha agito in giudizio per recuperare un fabbricato industriale venduto a un'altra azienda poco prima del fallimento. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, dichiarando la vendita inefficace tramite un'azione revocatoria fallimentare, poiché l'operazione danneggiava i creditori. L'azienda acquirente ha presentato ricorso in Cassazione, ma ha poi deciso di rinunciare. La Suprema Corte ha quindi dichiarato il processo estinto. Questa rinuncia ha reso definitiva la sentenza d'appello, confermando la vittoria della curatela fallimentare. L'immobile rientra così nella massa fallimentare per soddisfare i creditori.
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Tassa Rifiuti su Parcheggi: Rinuncia al Ricorso e Giudizio Estinto
Una lunga controversia sulla tassa rifiuti (TARSU) per un'area adibita a parcheggio si è conclusa in modo inaspettato. La Contribuente sosteneva che l'area non producesse rifiuti tassabili. Tuttavia, prima della decisione finale della Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata (pace fiscale) e ha ritirato il proprio ricorso. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia. La causa si è quindi chiusa senza una decisione nel merito, ma con la fine del contenzioso e la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Contratto a progetto fittizio: azienda paga per 25 falsi autonomi
Un'azienda ha ricevuto una richiesta di pagamento dall'Ente Previdenziale per contributi non versati a favore di venticinque lavoratori. A seguito di un'ispezione, l'Ente ha ritenuto che il loro rapporto di lavoro, formalmente un contratto di collaborazione, fosse in realtà un contratto a progetto fittizio che mascherava un vero e proprio lavoro subordinato. La Corte ha confermato questa visione, stabilendo che l'assenza di un progetto specifico, autonomo e distinguibile dall'attività ordinaria dell'azienda giustifica la conversione dei contratti in rapporti di lavoro dipendente. Di conseguenza, l'azienda è stata obbligata a versare i contributi omessi. La causa si è conclusa con la rinuncia al ricorso da parte dell'azienda, rendendo la decisione definitiva.
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Rinuncia al Ricorso: Azienda ritira l’appello, processo estinto
Una società concessionaria di un'area demaniale marittima aveva impugnato un avviso di accertamento della Regione per il mancato pagamento di un'imposta. Giunta in Cassazione, la società ha presentato una 'rinuncia al ricorso', che è stata formalmente accettata dalla Regione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. La sentenza stabilisce un principio importante: in caso di rinuncia, il ricorrente non è tenuto a versare l'ulteriore importo del contributo unificato, previsto invece per i ricorsi respinti o inammissibili. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: l’azienda cede sulla tassa portuale
Un'azienda, titolare di una concessione demaniale marittima, ha impugnato un avviso di accertamento della Regione per il mancato pagamento di un'imposta. Dopo aver perso in appello, l'azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, ha optato per la rinuncia al ricorso, che è stata formalmente accettata dalla Regione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, rendendo definitiva la precedente sentenza sfavorevole all'azienda. Le parti hanno concordato la compensazione delle spese legali, chiudendo così il contenzioso.
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Rinuncia al ricorso: lavoratori perdono la causa sull’anzianità
Tre lavoratori avevano chiesto il riconoscimento del periodo di formazione ai fini dell'anzianità di servizio. L'Azienda si era opposta, sostenendo che il diritto fosse ormai prescritto. La Corte d'Appello aveva dato ragione all'Azienda. I lavoratori hanno quindi presentato ricorso in Cassazione, ma successivamente hanno cambiato idea, presentando una formale rinuncia al ricorso. L'Azienda ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato il processo estinto, senza entrare nel merito della questione. La decisione della Corte d'Appello è così diventata definitiva, sancendo la sconfitta dei lavoratori.
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Accordo Transattivo: Lite per Stipendio Finisce con la Pace in Cassazione
Un lavoratore aveva ottenuto una sentenza favorevole per il pagamento di differenze retributive. L'Azienda, dopo aver perso in Appello, aveva presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per risolvere la controversia. Di conseguenza, l'Azienda ha rinunciato al ricorso e il Lavoratore ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione, prendendo atto della volontà delle parti, non ha emesso una sentenza sul merito della questione, ma ha dichiarato l'estinzione del giudizio. L'accordo privato tra le parti è diventato così la soluzione definitiva della lite.
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Causa per stipendio: accordo transattivo blocca la Cassazione
Due lavoratori avevano citato in giudizio la loro azienda per ottenere il pagamento di differenze sulla retribuzione. Dopo una prima decisione a loro sfavorevole, avevano presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della sentenza definitiva, le parti hanno raggiunto un accordo economico. Di conseguenza, i lavoratori hanno rinunciato al ricorso e l'azienda ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per transazione, chiudendo ufficialmente il caso senza una decisione nel merito, poiché la controversia era stata risolta privatamente.
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Indennità di preavviso: accordo in Cassazione estingue il caso
Un collaboratore chiedeva a un'azienda, poi fallita, il pagamento dell'indennità di mancato preavviso. Il suo credito era stato ammesso con priorità nell'elenco dei debiti della società. Il curatore fallimentare, in disaccordo, aveva impugnato la decisione fino in Corte di Cassazione. Durante il processo, però, le parti hanno raggiunto un accordo economico. Di conseguenza, l'azienda ha rinunciato al ricorso e il collaboratore ha accettato la rinuncia. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio, chiudendo la vicenda senza una sentenza sul merito, ma sulla base della volontà delle parti di risolvere la questione con una transazione.
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Anzianità di servizio: Azienda rinuncia in Cassazione, vittoria ai Lavoratori
Due lavoratori hanno fatto causa a un'azienda per ottenere il riconoscimento del periodo di formazione ai fini dell'anzianità di servizio, un diritto negato da specifiche clausole contrattuali. I tribunali di primo e secondo grado hanno dato ragione ai lavoratori, annullando le clausole e condannando l'azienda al pagamento delle differenze di stipendio. L'azienda ha presentato ricorso in Cassazione, ma in seguito ha deciso di rinunciare all'azione legale. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia accettata dai lavoratori, ha dichiarato l'estinzione del processo. Questa decisione ha reso definitiva la vittoria dei dipendenti, che hanno così consolidato il loro diritto al corretto calcolo dell'anzianità di servizio.
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Rinuncia al ricorso e contributo unificato: niente sanzione
Una struttura alberghiera e una società di servizi ambientali hanno risolto con un accordo una disputa sulla tassa rifiuti per un'area balneare. Di conseguenza, l'Hotel ha ritirato il suo ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, stabilendo un principio fondamentale sulla questione della rinuncia al ricorso e contributo unificato: chi rinuncia all'appello non deve pagare il raddoppio del contributo. Questa sanzione, infatti, si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso, e non può essere estesa alla rinuncia volontaria, che chiude la controversia in modo collaborativo.
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Rinuncia al Ricorso: No al Raddoppio Contributo Unificato
Un cittadino, condannato a pagare una somma di denaro a un istituto, aveva presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha deciso di rinunciare al ricorso prima dell'udienza. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, stabilendo un principio importante: il raddoppio del contributo unificato non si applica in caso di rinuncia. Questa misura, che ha carattere punitivo, è prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. La rinuncia volontaria, invece, non rientra in queste categorie e quindi non fa scattare l'obbligo di pagare il doppio della tassa iniziale.
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Emendabilità dichiarazione ICI: si può cambiare? Il Comune rinuncia
Un Comune emette avvisi di accertamento IMU e TASI contro un'Azienda, contestando il valore di un'area fabbricabile. L'Azienda sostiene che il valore, dichiarato anni prima ai fini ICI, debba essere ridotto a causa della crisi di mercato. Il Comune si oppone, affermando che l'emendabilità della dichiarazione ICI è possibile solo per correggere errori originari, non per mutamenti di mercato successivi. La controversia arriva in Cassazione, ma il Comune rinuncia al ricorso con l'accordo dell'Azienda. La Corte, quindi, dichiara l'estinzione del procedimento senza decidere nel merito della questione, compensando le spese tra le parti.
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Inquadramento Superiore: Lavoratrice Rinuncia, Causa Estinta
Una lavoratrice del settore vigilanza privata aveva chiesto un inquadramento superiore e le relative differenze retributive, sostenendo di svolgere mansioni di controllo più complesse rispetto al suo livello contrattuale. Dopo una prima vittoria, la Corte d'Appello le aveva dato torto. La lavoratrice ha quindi presentato ricorso in Cassazione, ma in seguito ha deciso di rinunciare. L'azienda ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, rendendo definitiva la sentenza sfavorevole alla lavoratrice. La vicenda si conclude quindi non con una decisione sul merito della questione, ma con un atto processuale che pone fine alla controversia.
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Tassa Rifiuti su Spiagge: Accordo in Cassazione, Processo Estinto
Un hotel impugnava un avviso di accertamento per il pagamento della tassa rifiuti (TIA) su tre aree demaniali, come una spiaggia e una scogliera. Dopo aver perso nei primi gradi di giudizio, la struttura ricorreva in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, le parti hanno raggiunto un accordo privato (transazione). Di conseguenza, l'hotel ha ritirato il proprio ricorso e la controparte ha accettato. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo tributario, chiudendo definitivamente la controversia e stabilendo che ogni parte pagasse le proprie spese legali, come da accordo.
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Estinzione Processo per Rinuncia: Causa Chiusa in Cassazione
Una recente ordinanza della Cassazione illustra un caso di estinzione del processo per rinuncia. Un'azienda, dopo aver presentato ricorso contro una sentenza d'appello, ha deciso di ritirarlo. Le controparti, tra cui un'importante compagnia di assicurazioni, hanno formalmente accettato questa rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione non è entrata nel merito della questione. Ha semplicemente preso atto dell'accordo tra le parti e ha dichiarato il processo estinto. Questo significa che la causa si è conclusa definitivamente, rendendo valida la precedente sentenza. Le parti hanno anche concordato che ognuno avrebbe pagato le proprie spese legali.
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Rinuncia al Ricorso: Doppio Appello, Causa Estinta in Cassazione
Un cittadino straniero aveva impugnato un decreto di espulsione. Arrivato in Corte di Cassazione, il suo avvocato ha presentato una rinuncia al ricorso. La motivazione era un errore procedurale: era già stato depositato un altro ricorso identico per lo stesso caso. La Corte ha quindi preso atto della volontà di ritirare l'appello e ha dichiarato il giudizio estinto. Questa decisione chiude il secondo procedimento senza entrare nel merito della questione, che verrà decisa nell'ambito del primo ricorso. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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