LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 391 Codice di Procedura Civile

Pagina 42 di 40

Rottamazione delle cartelle: causa chiusa ma il debito resta
Il Contribuente impugnava una cartella esattoriale per imposte non pagate. Durante il processo, decideva di aderire alla rottamazione delle cartelle, presentando formale rinuncia al ricorso. Tuttavia, pagava in ritardo la seconda rata della sanatoria. L'Amministrazione Finanziaria faceva notare che la definizione agevolata non si era perfezionata. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia. Di conseguenza, il processo si chiude definitivamente, ma il Contribuente perde la possibilità di contestare il debito originario, che l'esattore potrà riscuotere coattivamente poiché la sanatoria è decaduta a causa del ritardo nei pagamenti. Le spese di giudizio sono state compensate.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: si evita la doppia tassa
Nel corso di una causa ereditaria, La Ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal Controricorrente con accordo per compensare le spese di giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. I giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia al ricorso per cassazione, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione pecuniaria colpisce solo chi perde la causa per rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso. Trattandosi di una norma punitiva eccezionale, essa non può essere estesa per analogia alla rinuncia concordata tra le parti. Di conseguenza, il processo si estingue senza costi aggiuntivi per le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite con il Fisco
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRAP. Dopo aver proposto ricorso in Cassazione, ha aderito alla definizione agevolata della rottamazione ter, provvedendo al pagamento delle rate previste. Di conseguenza, ha depositato un'istanza di rinuncia al ricorso per cassazione per sopravvenuta carenza di interesse, accettata anche dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia è un atto unilaterale recettizio che estingue il processo non appena la controparte ne viene a conoscenza prima dell'udienza. Le spese processuali sono state compensate e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla causa senza spese
La Società Ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione precedentemente proposto contro il Curatore Fallimentare e altre società. Tutte le parti coinvolte hanno accettato questa decisione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Grazie alla tempestiva rinuncia al ricorso in Cassazione, la società non deve pagare le spese del giudizio né il raddoppio del contributo unificato, poiché l'accordo tra le parti ha estinto la causa in modo consensuale prima della decisione di merito.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: chi abbandona paga le spese
Una società cooperativa e un privato propongono ricorso per revocazione contro una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Successivamente, i ricorrenti presentano formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Tuttavia, la parte controricorrente non sottoscrive l'accettazione di tale rinuncia. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia, ma applica l'articolo 391 del codice di procedura civile. Di conseguenza, i giudici condannano i ricorrenti a pagare in solido le spese del processo, liquidate in cinquemila euro oltre accessori di legge. La decisione stabilisce che la mancata accettazione firmata della controparte impone la regolamentazione delle spese a carico di chi rinuncia.
Continua »
Rinuncia al ricorso: come evitare spese e doppie tasse
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata da una società in liquidazione e accettata da tutte le altre parti, tra cui un ente pubblico subentrato nei rapporti giuridici. Poiché la rinuncia al ricorso è stata pienamente accettata, i giudici hanno stabilito che non si deve procedere alla liquidazione delle spese di lite. Inoltre, la Corte ha chiarito che in caso di estinzione del processo non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto tale ipotesi non è prevista dalla legge tributaria di riferimento.
Continua »
Rinuncia al ricorso: si chiude la causa senza tasse doppie
Un consorzio ha proposto ricorso in Cassazione contro il fallimento di una società. Successivamente, il difensore del consorzio ha depositato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso, munito di procura speciale firmata dal cliente. La controparte è rimasta inattiva. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. I giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione non rientra tra le ipotesi di rigetto o inammissibilità previste dalla legge. Inoltre, non è stata pronunciata alcuna condanna alle spese di lite.
Continua »
Rinuncia al ricorso: risparmiatori contro Consob senza spese
Un folto gruppo di risparmiatori ha proposto ricorso in Cassazione contro la Consob e una nota società di revisione. Prima della decisione della Corte, i difensori dei ricorrenti, muniti di procura speciale idonea, hanno depositato una formale rinuncia al ricorso. Le controparti hanno accettato tale rinuncia. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, non si è fatto luogo alla condanna alle spese di lite e si è esclusa l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione per rinuncia non rientra tra le ipotesi di rigetto o inammissibilità che giustificano tale sanzione fiscale.
Continua »
Accordo conciliativo tributario: stop alla lite sulle fatture
L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di accertamento contro Il Contribuente, contestando discrepanze tra le prestazioni reali e le note proforma, oltre a fatture intestate allo studio associato per attività personali. Dopo la decisione sfavorevole in appello, Il Contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo tributario per risolvere la pendenza. L'Agenzia delle Entrate ha quindi depositato l'atto di conciliazione chiedendo l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo, dichiarando l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere e disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: l’impresa si ferma
Un'impresa edile ha proposto ricorso per cassazione contro un Comune. Successivamente, la stessa società ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione ai sensi dell'articolo 390 del codice di procedura civile. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Non è stata emessa alcuna decisione sulle spese processuali e la Corte ha escluso l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, non sussistendone i presupposti di legge.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: l’Inps si oppone ma perde
Una Società Cooperativa ha impugnato una sentenza d'appello in materia di contributi previdenziali richiesti dall'Ente Previdenziale. Prima della fissazione dell'udienza, la Società ha depositato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione. L'Ente Previdenziale si è opposto, pretendendo una decisione nel merito e contestando un presunto accordo transattivo. La Corte di Cassazione ha chiarito che la rinuncia al ricorso non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Riguardo alle spese di lite, i giudici hanno deciso per la loro compensazione, poiché la rinuncia tempestiva ha evitato ulteriori attività processuali e l'opposizione dell'Ente era priva di utilità pratica.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: datore cede, lei vince
Una lavoratrice ha ottenuto nei primi due gradi di giudizio il riconoscimento dell'inquadramento superiore e delle relative differenze retributive. Il datore di lavoro ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione per contestare la decisione. Successivamente, lo stesso datore di lavoro ha depositato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso per cassazione, manifestando la mancanza di interesse a proseguire la causa. La Suprema Corte ha preso atto della regolarità della rinuncia e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la lavoratrice ha ottenuto la vittoria definitiva, confermando i diritti già riconosciuti nei precedenti gradi di giudizio, senza che si procedesse alla liquidazione delle spese di questa fase poiché la dipendente non si era costituita.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: lite estinta e spese azzerate
Una lavoratrice ha promosso un giudizio contro un'Azienda Sanitaria Locale per ottenere differenze retributive legate al suo inquadramento come dirigente. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la lavoratrice ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. L'ente sanitario ha accettato la rinuncia, concordando anche sulla compensazione delle spese di lite. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo tra le parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza alcuna pronuncia sulle spese processuali, chiudendo definitivamente la vicenda senza entrare nel merito della pretesa economica originaria.
Continua »
Rinuncia al ricorso: l’azienda d’olio chiude la lite doganale
Un'azienda importatrice di olio ha impugnato l'atto dell'Amministrazione Doganale che contestava la violazione delle condizioni del regime di perfezionamento attivo (regime doganale agevolato), basandosi su un panel test (esame sensoriale dell'olio) che declassava la qualità del prodotto. Dopo la conferma della legittimità dell'operato dell'ufficio da parte dei giudici di merito, l'azienda ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, l'azienda ha depositato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. La Corte di Cassazione ha preso atto di tale volontà, dichiarando l'estinzione del giudizio. Le spese del processo di legittimità sono state interamente compensate tra le parti, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato a carico della parte rinunciante.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: si chiude la lite sull’olio
Un'azienda importatrice di olio ha impugnato un avviso di pagamento dell'Agenzia delle Dogane relativo al regime di perfezionamento attivo. Dopo i primi gradi di giudizio sfavorevoli, l'azienda ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, l'azienda ha depositato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso per cassazione, non avendo più interesse a proseguire la causa. La Corte di Cassazione ha preso atto della decisione e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, il processo si è concluso senza una decisione sul merito della contestazione doganale, e i giudici hanno stabilito la compensazione delle spese legali tra le parti, escludendo inoltre il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sulla servitù
I Ricorrenti hanno impugnato la decisione della Corte d'Appello che negava loro i diritti di passaggio carraio e pedonale su un fondo di proprietà della Controricorrente. Successivamente, i Ricorrenti hanno presentato formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione, a cui la Controricorrente ha aderito. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità dell'atto ai sensi dell'articolo 390 del codice di procedura civile, ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato le spese di lite tra le parti, ponendo fine alla controversia senza entrare nel merito della servitù di passaggio.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo cancella la lite
Una lavoratrice ha proposto ricorso contro la sentenza d'appello favorevole all'azienda. Prima della decisione della Suprema Corte, le parti hanno firmato un accordo transattivo per risolvere amichevolmente la controversia. La lavoratrice ha quindi presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'azienda. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Grazie all'accordo bilaterale, i giudici non hanno disposto alcuna condanna al pagamento delle spese di giudizio. Inoltre, la Corte ha chiarito che l'estinzione del processo esonera la parte ricorrente dal versamento del raddoppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione tributaria non si applica in caso di rinuncia accettata.
Continua »
Contratto derivato swap: accordo privato chiude la lite con la banca
Una Società ha firmato un contratto derivato swap con una Banca, ma ha poi chiesto la nullità del contratto a causa dello squilibrio dei rischi e della mancanza di trasparenza sui costi (mark to market). Dopo alterne decisioni nei primi gradi di giudizio, la causa è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Prima della decisione finale, la Società e la Banca hanno raggiunto un accordo privato, decidendo di rinunciare ai rispettivi ricorsi. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo senza stabilire un vincitore e senza addebitare le spese di giudizio a nessuna delle parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite per mille euro
Un cliente ha ottenuto dal Tribunale la condanna di una ditta di serramenti alla restituzione di mille euro. Successivamente, il cliente ha proposto ricorso in Cassazione, ma ha poi deciso di depositare un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. La ditta intimata non ha svolto alcuna attività difensiva nel giudizio di legittimità. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, rendendo definitiva la precedente sentenza di condanna e non disponendo alcuna condanna alle spese poiché la controparte non si è costituita.
Continua »
Estinzione del processo per rinuncia: l’accordo cancella la lite
Il Lavoratore, socio di una cooperativa, veniva escluso dalla società e licenziato. La Corte d'Appello dichiarava illegittimi tali provvedimenti, ordinando la reintegra e il risarcimento. L'Azienda proponeva ricorso in Cassazione. Successivamente, le parti raggiungevano un accordo amichevole firmando un verbale di conciliazione in sede sindacale. Di conseguenza, l'Azienda presentava formale rinuncia al ricorso, accettata dal Lavoratore. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, escludendo la condanna alle spese e il pagamento del doppio contributo unificato, poiché l'estinzione non equivale a un rigetto.
Continua »