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Art. 390 Codice di Procedura Civile

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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una società in liquidazione ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che confermava la sua dichiarazione di fallimento, richiesta dall'ente di riscossione. Durante il procedimento in Cassazione, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso, regolarmente notificata alle controparti. Poiché la curatela fallimentare e il creditore istante hanno aderito a tale atto, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la volontà delle parti di abbandonare la lite prevale sulla prosecuzione del processo.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La controversia riguardava la compravendita di apparecchiature da gioco elettroniche, contestate dall'acquirente per gravi difetti tecnici e disattivazioni amministrative. Nonostante la clausola 'visto e piaciuto', la Corte d'Appello aveva riconosciuto la responsabilità del venditore per vizi occulti e mancanza di componenti essenziali. Il caso è giunto in Cassazione, ma prima della decisione finale le parti hanno depositato una nota congiunta rinunciando al ricorso. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'**estinzione del giudizio** per sopravvenuta carenza di interesse, disponendo la compensazione integrale delle spese legali tra le parti.
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Trasferimento d’azienda: guida alla rinuncia al ricorso
La controversia trae origine dal licenziamento di un dipendente operante nel settore dell'emergenza sanitaria, avvenuto durante un complesso passaggio di gestione tra due società pubbliche. I giudici di merito avevano accertato la sussistenza di un trasferimento d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c., dichiarando la nullità del licenziamento e ordinando la reintegra del lavoratore. La società subentrante ha proposto ricorso in Cassazione, ma prima dell'udienza ha depositato un atto di rinuncia a seguito di una conciliazione raggiunta tra le parti. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del processo, confermando che la rinuncia è un atto unilaterale che non richiede accettazione per produrre i suoi effetti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e accordo bonario
La controversia trae origine da un contratto preliminare di compravendita immobiliare, risolto in sede di merito per grave inadempimento dei promissari acquirenti. Dopo una complessa vicenda giudiziaria che ha visto anche una precedente cassazione con rinvio, le parti hanno raggiunto una composizione bonaria della lite. In sede di legittimità, è stata presentata una formale rinuncia al ricorso sottoscritta da entrambi i difensori e dalle parti. La Suprema Corte, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza alcuna statuizione sulle spese legali.
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Contratto preliminare: estinzione del giudizio
La controversia trae origine dalla risoluzione di un contratto preliminare di compravendita immobiliare. L'acquirente aveva citato i venditori chiedendo la restituzione delle somme versate, sostenendo che l'immobile presentasse anomalie tali da impedire l'erogazione del mutuo, condizione essenziale per il rogito. Dopo una sentenza d'appello favorevole all'acquirente, i venditori hanno proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, le parti hanno depositato note congiunte manifestando la volontà di rinunciare agli atti. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse, confermando la chiusura della lite senza ulteriori statuizioni sulle spese.
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Rinuncia al ricorso: effetti ed estinzione
Un ricorrente ha presentato istanza per regolamento di competenza contro un'ordinanza del Tribunale che dichiarava l'incompetenza territoriale. Successivamente, il medesimo soggetto ha depositato un atto di rinuncia al ricorso, segnalando l'abbandono reciproco della causa di merito. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia non necessita dell'accettazione della controparte per essere efficace e determinare il passaggio in giudicato della decisione impugnata.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a una controversia per occupazione senza titolo a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti. Tale rinuncia è stata formalizzata dopo la fissazione dell'adunanza camerale e ha ricevuto l'accettazione rituale da parte della società controricorrente. In conformità agli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, i giudici hanno preso atto della concorde volontà delle parti di porre fine alla lite, stabilendo inoltre che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese legali proprio in virtù dell'accettazione della controparte.
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Rinuncia al ricorso: guida alla chiusura del processo
Una società immobiliare ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione a seguito di un accordo transattivo raggiunto con uno studio professionale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, rilevando la validità dell'atto di rinuncia depositato prima dell'adunanza. La decisione chiarisce inoltre che in caso di estinzione per rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non è prevista per la chiusura volontaria del giudizio.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e accordo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha pronunciato l'ordinanza di estinzione del giudizio in merito a una controversia tra alcune sigle sindacali e un'amministrazione centrale dello Stato. La lite, originata da un ricorso per condotta antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, era giunta in sede di legittimità dopo una riforma in appello. Tuttavia, prima della decisione definitiva, le parti hanno depositato una dichiarazione congiunta di rinuncia agli atti e all'azione. Tale accordo ha determinato la cessazione della materia del contendere, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del procedimento senza procedere alla liquidazione delle spese.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio relativo a danni da infiltrazioni e compensi professionali a seguito della rinuncia al ricorso presentata da un condominio. Poiché le controparti hanno formalmente accettato la rinuncia, i giudici hanno applicato la disciplina che prevede la chiusura del processo senza alcuna pronuncia sulle spese legali e senza l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese in Cassazione
Una societa operante nel settore turistico ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione del Consiglio di Stato relativa a procedure di esproprio. Prima della decisione, la societa ha depositato una formale **rinuncia al ricorso** a seguito di una definizione bonaria della controversia raggiunta con l ente pubblico e la societa controinteressata. La Suprema Corte, riunita a Sezioni Unite, ha dichiarato l estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia produce effetti anche senza l accettazione delle controparti e disponendo la compensazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Una società agricola ha impugnato un avviso di accertamento TARI emesso da un ente locale. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale, portando la società a presentare una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia è stata tempestiva e accettata dalla controparte. Tale procedura evita la condanna alle spese e l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, poiché la causa non si conclude con un rigetto nel merito.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Un ente locale ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza riguardante l'accertamento TARES emesso nei confronti di una società agricola. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo extragiudiziale, portando l'ente a depositare una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia è un atto che non richiede accettazione per determinare la fine del processo. Inoltre, è stata esclusa l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, poiché la chiusura del caso non è derivata da un rigetto o da un'inammissibilità, ma da una scelta volontaria delle parti.
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Noleggio con conducente: stop al ricorso in Cassazione
Una controversia relativa a sanzioni amministrative per il servizio di noleggio con conducente si è conclusa con l'estinzione del giudizio in Cassazione. Un ente locale aveva sanzionato un operatore per la mancanza di documenti e contrassegni identificativi, ma i giudici di merito avevano annullato i verbali ritenendo illegittimi i regolamenti comunali. Durante il giudizio di legittimità, a seguito di un chiarimento delle Sezioni Unite sulla complessa normativa di settore, l'ente pubblico ha depositato atto di rinuncia al ricorso, portando alla chiusura definitiva del caso.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del processo
Una società ha impugnato la decisione relativa alla determinazione dell'indennità di espropriazione per un terreno industriale. Dopo un lungo iter giudiziario, la parte ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dall'ente pubblico coinvolto. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando che la rinuncia al ricorso, se regolarmente accettata, preclude ogni decisione nel merito e chiude definitivamente la lite.
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Canone enfiteutico: rinuncia al ricorso e spese
La controversia trae origine da una richiesta di pagamento per un canone enfiteutico relativo a terreni agricoli. Dopo una riduzione dell'importo dovuto stabilita in sede di appello, i proprietari hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il procedimento, i ricorrenti hanno depositato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando i rinuncianti al pagamento delle spese legali in favore della controparte, data la mancata accettazione della rinuncia stessa.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e costi Cassazione
Un professionista sanitario ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale, portando il ricorrente a formalizzare la Rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese e specificando che, in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché la decisione non equivale a un rigetto o a una dichiarazione di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti e formalmente accettata dalla controparte. Il caso riguardava un'impugnazione contro una sentenza d'appello, ma le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale per chiudere la lite. La decisione conferma che, in presenza di una rinuncia accettata, le spese di lite possono essere integralmente compensate e non si applica il raddoppio del contributo unificato, favorendo una risoluzione celere e meno onerosa del contenzioso in sede di legittimità.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e conciliazione
Una società di servizi e un gruppo di dipendenti hanno affrontato un lungo contenzioso riguardante l'inquadramento professionale e le relative differenze retributive. Dopo una sentenza d'appello che aveva parzialmente accolto le richieste dei lavoratori, entrambe le parti hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo in sede sindacale. Tale conciliazione ha portato al deposito di atti formali di rinuncia al ricorso principale e incidentale. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'**estinzione del giudizio**, specificando che in tale ipotesi non si applica il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
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Estinzione del giudizio: stop al doppio contributo
Una società energetica ha impugnato gli avvisi di accertamento ICI emessi da un ente locale per una centrale idroelettrica. Dopo la decisione sfavorevole in appello, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per definire la lite. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che in questo caso non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non si applica quando il processo termina per accordo tra le parti anziché per rigetto del ricorso.
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