LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 390 Codice di Procedura Civile

Pagina 4 di 40

Rinuncia al ricorso per cassazione: confermato reintegro
La Corte d'Appello riconosceva l'illegittimità del licenziamento di una dipendente, ordinando la reintegrazione nel posto di lavoro e condannando i datori di lavoro al risarcimento di dodici mensilità oltre ai contributi previdenziali. Le società datrici di lavoro impugnavano la decisione davanti alla Corte di Cassazione, ma successivamente, trovandosi in liquidazione, depositavano formale rinuncia agli atti del giudizio. La lavoratrice non aderiva espressamente all'abbandono della causa. La Suprema Corte ha accertato che la rinuncia al ricorso per cassazione produce effetti immediati anche senza l'accettazione della controparte, determinando l'estinzione del processo e il passaggio in giudicato della sentenza d'appello favorevole alla dipendente. I giudici hanno infine condannato le società rinuncianti al rimborso delle spese legali.
Continua »
Azione revocatoria e tutela crediti: rinuncia al ricorso
Un garante di un debito societario ha donato alla propria figlia diritti immobiliari su diversi beni. La banca creditrice ha promossa un'azione revocatoria per rendere inefficace la donazione e tutelare il proprio credito. I giudici di merito hanno accolto la domanda dell'istituto di credito. Le parti debitrici hanno quindi impugnato la decisione in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, il garante e la figlia hanno depositato formale atto di rinuncia al ricorso, regolarmente accettato dalla società di recupero crediti intervenuta. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo, dichiarando estinto il processo e disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: lite chiusa ma spese a carico
Un dipendente pubblico impugna il proprio licenziamento disciplinare contestando i termini procedurali. Dopo una lunga serie di gradi di giudizio e precedenti ricorsi rigettati, il lavoratore presenta un'ulteriore istanza di revocazione dinanzi ai giudici di legittimità. Prima dello svolgimento dell'adunanza camerale, l'interessato sceglie di depositare atto di rinuncia. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio. I giudici stabiliscono che la rinuncia al ricorso per cassazione non richiede l'accettazione della controparte per produrre i suoi effetti. Tale atto comporta il passaggio in giudicato della pronuncia precedente. In applicazione del principio di causalità, la Corte pone le spese legali a carico del rinunciante. Il lavoratore ottiene tuttavia l'esonero dal pagamento del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso tributario ed esenzione dal raddoppio spese
Un ente religioso ha impugnato un avviso di accertamento ICI emesso dal Comune per gli anni dal 2002 al 2006. Durante il giudizio di Cassazione, l'ente contribuente ha depositato formale atto di rinuncia per aver definito bonariamente la vertenza con l'amministrazione locale. Il Comune ha notificato la propria adesione alla richiesta di chiusura della causa. I giudici supremi hanno dichiarato l'estinzione del processo a seguito della formale rinuncia al ricorso tributario, compensando integralmente le spese di lite tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Valutazione Immobile Destinazione Urbanistica: Rinuncia e Costi Legali
Un contribuente contestava l'accertamento di valore di un immobile, sostenendo che la sua destinazione urbanistica a "verde privato vincolato" ne limitasse il valore edificatorio. L'Agenzia delle Entrate lo considerava edificabile. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha ricevuto il ricorso degli eredi del contribuente. Questi hanno rinunciato al ricorso, ma senza notificarlo all'Agenzia. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse alla decisione, non essendo la rinuncia valida senza notifica. I ricorrenti sono stati condannati alle spese legali, ma non al contributo unificato aggiuntivo, poiché l'inammissibilità non rientra nei casi previsti per tale onere. La **valutazione immobile destinazione urbanistica** è stata l'oggetto centrale della controversia.
Continua »
Docente vs Ministero: Reiterazione Contratti a Tempo Determinato e Rinuncia
Una docente ha contestato la legittimità della **reiterazione contratti a tempo determinato** con il Ministero, chiedendo la conversione del rapporto a tempo indeterminato e il risarcimento danni. La Corte d'Appello ha respinto le sue richieste, ritenendo che la successiva stabilizzazione della docente avesse già sanato l'abuso. La docente ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, ha poi rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la rinuncia, sebbene non notificata formalmente, ha dimostrato il venir meno dell'interesse della ricorrente. Le spese legali sono state compensate.
Continua »
Azienda rinuncia al ricorso in Cassazione: il processo si estingue
Un'azienda, originariamente ingiunta da uno Studio Legale per compensi professionali, ha presentato ricorso in Cassazione dopo aver perso in appello. Durante il procedimento, l'azienda ha esercitato la sua facoltà di rinuncia al ricorso in Cassazione. Lo Studio Legale ha accettato la rinuncia, concordando anche sulla compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione, preso atto di tale accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo, chiudendo la controversia senza entrare nel merito delle questioni originarie.
Continua »
Contestazione accertamento IMU: Rinuncia in Cassazione, Giudizio Estinto
Un'Azienda ha contestato un accertamento IMU emesso da un Ente di Riscossione, sostenendo la mancanza di motivazione e l'impossibilità di determinare il valore dei beni. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, l'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, ha successivamente rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia, dichiarando l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese legali tra le parti. Questo chiude la controversia senza una decisione sul merito della contestazione accertamento IMU.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: vendita immobile e rinuncia
Una società finanziaria ha promosso una azione revocatoria ordinaria contro un debitore. L'uomo aveva venduto un proprio immobile a un professionista e aveva poi ceduto in pegno a una banca il credito derivante dal prezzo della compravendita. I giudici di merito hanno accolto la domanda del creditore e hanno dichiarato inefficace l'atto di cessione e costituzione in pegno del credito, ritenendolo lesivo della garanzia patrimoniale. Il debitore ha quindi impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Prima dell'udienza, il ricorrente ha depositato formale atto di rinuncia al ricorso con l'adesione della controparte costituita. I giudici supremi hanno accertato la regolarità della dichiarazione e hanno decretato la definitiva estinzione del processo, confermando l'assetto stabilito nei precedenti gradi di merito e disponendo l'integrale compensazione delle spese legali.
Continua »
Abuso Contratti a Termine: Rinuncia al Ricorso Rende Inammissibile l’Appello
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di alcuni lavoratori che lamentavano l'abuso dei contratti a termine nel settore scolastico. In primo grado e appello, alcuni avevano ottenuto il risarcimento del danno per la reiterazione abusiva dei contratti, ma non la conversione a tempo indeterminato, specialmente se già immessi in ruolo. Altri avevano visto le loro domande rigettate. I lavoratori hanno proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, hanno rinunciato al ricorso. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la rinuncia, pur non notificata formalmente, indicava la volontà di non proseguire. Nessuna spesa è stata liquidata.
Continua »
Caduta nel vano ascensore: risarcimento e spese legali
Un cittadino ha subito gravi lesioni fisiche a causa di una caduta nel vano ascensore dello stabile in cui risiedeva, dovuta all'assenza non segnalata della cabina. Il danneggiato ha citato in giudizio sia il Comune proprietario dell'immobile sia la società appaltatrice incaricata della gestione patrimoniale. Dopo alterne decisioni nei primi gradi di giudizio, con l'esclusione finale di responsabilità per la società di gestione, il cittadino ha proposto ricorso in Cassazione. In seguito all'integrale soddisfacimento del proprio credito risarcitorio da parte dell'ente pubblico, il ricorrente ha rinunciato all'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia e ha disposto l'integrale compensazione delle spese legali, rilevando l'obiettiva complessità nel distinguere i ruoli dei due soggetti coinvolti.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione e chiusura del giudizio
Un erede è subentrato nel processo avviato dal defunto parente davanti alla Corte di Cassazione. Successivamente, la parte ha presentato la formale rinuncia al ricorso per cassazione. Le controparti hanno accettato espressamente tale rinuncia. La Corte Suprema ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha dichiarato l'estinzione della causa. In applicazione dell'articolo 391 del codice di procedura civile, il Giudice non ha emesso alcuna condanna alle spese di lite, chiudendo definitivamente la controversia civile.
Continua »
Definizione agevolata: dal debito all’estinzione del giudizio
L'Agenzia delle Entrate ha notificato due avvisi di accertamento a un contribuente per omessa dichiarazione dei redditi e ricostruzione induttiva. Dopo la soccombenza nei primi due gradi di giudizio, il contribuente ha proposto ricorso per cassazione. Nelle more del processo, il debitore ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, saldando l'intero importo comunicato dall'agente della riscossione. A seguito dell'integrale versamento delle somme e della formale rinuncia all'impugnazione notificata alla controparte, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, compensando integralmente le spese processuali ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Contratto di patrocinio con la PA: lite su compensi ed estinzione
Un avvocato ha svolto attività difensiva in diverse procedure esecutive per conto di un ente pubblico, richiedendo il compenso maturato. L'ente ha contestato la validità del rapporto, eccependo il difetto di forma scritta del contratto di patrocinio e la mancanza di poteri del segretario generale firmatario. La Corte d'Appello ha riconosciuto la piena validità del vincolo contrattuale, integrato dal rilascio della procura e dal deposito degli atti difensivi. L'ente pubblico ha impugnato la decisione in Cassazione ma ha successivamente depositato un formale atto di rinuncia. I giudici supremi hanno dichiarato l'estinzione del processo, condannando l'ente al pagamento delle spese legali.
Continua »
Licenziamento collettivo: la rinuncia al ricorso e le spese legali
Due aziende in liquidazione avevano licenziato collettivamente una lavoratrice. Un giudice aveva ordinato la sua reintegrazione e un risarcimento. Le aziende hanno presentato ricorso in Cassazione. Durante questo processo, hanno rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio. Ha condannato le aziende rinuncianti a pagare le spese legali alla lavoratrice, applicando il principio di causalità. Questo caso evidenzia le conseguenze procedurali di una rinuncia al ricorso in un contesto di licenziamento collettivo.
Continua »
Licenziamento collettivo: quando due aziende sono una sola?
Un lavoratore è stato licenziato nell'ambito di una procedura di **licenziamento collettivo** avviata da un'azienda di trasporto aereo. Il lavoratore ha contestato il licenziamento, sostenendo che la sua azienda e un'altra società collegata formavano un "unico complesso aziendale". Per questo motivo, la selezione dei dipendenti da licenziare avrebbe dovuto includere anche il personale dell'altra società. La Corte d'Appello ha accolto questa tesi, dichiarando il licenziamento illegittimo e ordinando la reintegrazione. L'azienda ha presentato ricorso in Cassazione, ma ha poi rinunciato. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il processo estinto e ha condannato l'azienda ricorrente al pagamento delle spese legali a favore del lavoratore.
Continua »
Sanzioni: rinuncia al ricorso in Cassazione senza spese
Un cittadino ha impugnato una sanzione amministrativa davanti al Tribunale e successivamente ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro la Prefettura. Prima dell'udienza, il ricorrente ha cambiato strategia e ha depositato formale atto di rinuncia al ricorso in Cassazione. L'amministrazione pubblica intimata non ha depositato memorie difensive né si è costituita nel giudizio di legittimità. I Supremi Giudici hanno accertato la validità dell'atto di abbandono e hanno dichiarato l'estinzione del procedimento. La Corte ha stabilito che non sussisteva alcun obbligo di rifusione delle spese legali a carico del ricorrente, vista l'assenza di attività difensiva della controparte.
Continua »
Ricorso e Rinuncia: L’Estinzione del Processo per Volontà delle Parti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo in una controversia tra La Ricorrente e L'Azienda Fallita. Entrambe le parti avevano presentato ricorso, ma hanno poi deciso di rinunciare reciprocamente ai propri appelli, accettando le rispettive rinunce. Questa scelta ha portato alla cessazione anticipata della causa. Di conseguenza, il processo si è estinto e la Corte non ha provveduto a condannare alcuna parte al pagamento delle spese legali, riconoscendo la volontà congiunta di chiudere la vertenza. Questo caso evidenzia come la volontà delle parti possa determinare l'estinzione del processo.
Continua »
Licenziamento Collettivo: Rinuncia al Ricorso, ma le Spese Restano
Le Aziende hanno impugnato una sentenza che dichiarava illegittimo il licenziamento collettivo di una Lavoratrice, ordinando la sua reintegrazione e un risarcimento. Le Aziende sostenevano che non esisteva un unico datore di lavoro e che il risarcimento dovesse considerare i redditi alternativi. Durante il ricorso in Cassazione, le Aziende hanno rinunciato al giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo e ha condannato le Aziende a pagare le spese legali della Lavoratrice. La decisione sulle spese ha tenuto conto che la rinuncia è avvenuta quando la Lavoratrice aveva già sostenuto costi e che, in base alla giurisprudenza, le tesi delle Aziende sul licenziamento collettivo illegittimo sarebbero state probabilmente respinte.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sul preliminare
La vicenda nasce dalla stipula di un contratto preliminare di vendita immobiliare e dalla successiva cessione dei relativi diritti. A seguito di divergenze contrattuali, le parti si sono affrontate in giudizio chiedendo la risoluzione per inadempimento e il risarcimento dei danni, oltre al pagamento delle somme residue pattuite. Dopo le pronunce di primo e secondo grado, la controversia è giunta dinanzi alla Suprema Corte. Prima dell'udienza, le parti hanno depositato un atto congiunto di rinuncia alle rispettive impugnazioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, la sentenza di secondo grado è divenuta definitiva senza alcuna pronuncia sulle spese di lite e senza applicazione del raddoppio del contributo unificato.
Continua »