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Art. 390 Codice di Procedura Civile

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Rinuncia al ricorso per cassazione: niente contributo raddoppiato
Una società ha impugnato il diniego del rimborso relativo alla tassa di concessione governativa sui telefoni cellulari per diverse annualità. Durante il processo davanti alla Corte di Cassazione, la parte contabile e la difesa dell'amministrazione finanziaria hanno raggiunto un accordo. La società ha formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione, con l'adesione del fisco e la richiesta di compensare le spese processuali. I giudici hanno dichiarato l'estinzione del processo. La decisione precisa un principio fondamentale: in caso di rinuncia, il contribuente non deve versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato raddoppiato. Questa misura sanzionatoria si applica soltanto nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione, garantendo un'uscita dal processo senza sanzioni aggiuntive.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione ed estinzione
Alcuni professionisti hanno contestato l'esito elettorale per il rinnovo del proprio ordine professionale dinanzi al Consiglio Nazionale Forense. Dopo la sospensione del procedimento per la rimessione di questioni di legittimità alla Corte Costituzionale, i ricorrenti hanno deciso di impugnare tale provvedimento davanti alla Suprema Corte. Tuttavia, prima della discussione in camera di consiglio, i medesimi soggetti hanno notificato un formale atto di rinuncia al ricorso per Cassazione. Le controparti regolarmente costituite hanno sottoscritto il visto di formale accettazione. I giudici di legittimità hanno preso atto dell'accordo estintivo e hanno dichiarato la cessazione immediata del processo per intervenuta rinuncia, chiudendo definitivamente ogni contesa pendente tra le parti.
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Rinuncia al ricorso tributario: Contribuente rinuncia, spese compensate
Un Contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento IRPEF e ha perso nei precedenti gradi di giudizio tributario. Ha presentato un ricorso in Cassazione. Successivamente, il suo avvocato ha depositato una rinuncia al ricorso tributario. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio. Ha inoltre compensato le spese legali tra le parti, stabilendo che il raddoppio del contributo unificato non si applica in caso di rinuncia.
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Contratto a termine illegittimo: confermata la stabilizzazione
Un operaio specializzato impiegato nella manutenzione ordinaria e straordinaria ha contestato la successione di contratti a tempo determinato stipulati tra il 2002 e il 2011 con un ente pubblico economico. I giudici di merito hanno accertato il contratto a termine illegittimo per la generica indicazione delle causali e per la mancanza di un effettivo legame con esigenze contingenti, ordinando la riammissione in servizio a tempo indeterminato e il risarcimento del danno. L'ente datore di lavoro ha presentato ricorso per Cassazione, ma ha successivamente depositato un atto di formale rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 390 del codice di procedura civile, rendendo definitiva la stabilizzazione dell'operaio.
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Servitù di Passaggio Apparente: Rinuncia in Cassazione e Spese Legali
Un proprietario ha chiesto il riconoscimento di una servitù di passaggio apparente sul terreno dei vicini. I giudici di primo e secondo grado hanno negato la servitù, poiché mancavano opere visibili e permanenti che ne dimostrassero l'esistenza, requisito fondamentale per la servitù di passaggio apparente. Il proprietario ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, il ricorrente ha rinunciato al ricorso. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, condannando il ricorrente a pagare le spese legali solo a una delle parti che non aveva accettato la rinuncia.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Estinzione del Processo e Spese Legali
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui due società, già condannate in appello a reintegrare una lavoratrice e a risarcirla per un licenziamento, hanno deciso di ritirare il loro ricorso. Nonostante la lavoratrice controricorrente non abbia formalmente accettato questa rinuncia, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. Questo significa che la sentenza di appello, favorevole alla lavoratrice, è diventata definitiva. La Corte ha condannato le società rinuncianti al pagamento delle spese legali del giudizio di legittimità in favore dei difensori della lavoratrice, riconoscendo il loro diritto di ricevere direttamente tali somme dopo la Rinuncia al ricorso in Cassazione.
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Società Fallita vs. Stato: l’Estinzione del giudizio per rinuncia
Una società, successivamente dichiarata fallita, aveva richiesto il pagamento di canoni per l'uso di apparecchiature di intercettazione al Ministero della Giustizia. La Corte d'Appello aveva respinto la sua domanda. La curatela fallimentare della società ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, il Ministero della Giustizia ha accettato la rinuncia al ricorso da parte della curatela. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, senza pronunciare sulle spese legali, chiudendo così la controversia.
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Rinuncia al ricorso tributario: estinto il giudizio in Cassazione
La Società contribuente ha chiesto il rimborso della tassa di concessione governativa versata per i telefoni cellulari aziendali. L'Agenzia delle Entrate ha opposto rifiuto e i giudici di merito hanno respinto i successivi ricorsi dell'impresa. La Società si è quindi rivolta alla Corte di Cassazione. Nelle more della decisione, la parte ricorrente ha presentato formale atto di abbandono della causa. La Corte Suprema ha preso atto della scelta volontaria e ha dichiarato la Rinuncia al ricorso tributario. Il processo è stato dichiarato estinto con contestuale compensazione delle spese legali tra le parti.
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Definizione Agevolata: Rinuncia al Ricorso e Estinzione del Giudizio
Un contribuente, esercente attività di ristorazione, aveva ricevuto un avviso di accertamento per IRPEF, IVA e IRAP. Dopo vari gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante questo processo, il contribuente ha aderito a una **definizione agevolata** delle sanzioni fiscali. Per questo motivo, ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, con conseguente compensazione delle spese di lite. Questo significa che il processo si è concluso senza una decisione nel merito, e ogni parte ha sostenuto i propri costi legali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo e lite estinta
Una lavoratrice chiedeva la restituzione con prelazione privilegiata delle somme versate al fondo integrativo pensioni aziendale. L'istituto datore di lavoro, sottoposto a liquidazione coatta amministrativa, contestava la richiesta e proponeva ricorso in Cassazione contro la decisione favorevole alla dipendente. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale per dirimere ogni reciproca pretesa. La società ha quindi formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione e la controparte ha accettato tale atto rinunciando a sua volta alle proprie difese. La Suprema Corte ha preso atto della concorde volontà espressa e ha dichiarato estinto il processo, compensando interamente le spese di lite tra i contendenti.
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Abuso Contratti a Termine: Rinuncia e Inammissibilità del Ricorso
Un Lavoratore ha contestato l'abuso contratti a termine con l'Amministrazione Pubblica, chiedendo la conversione del rapporto e il risarcimento danni. La Corte d'Appello ha rigettato la sua richiesta, sostenendo che l'immissione in ruolo successiva del Lavoratore sanava l'abuso, a meno di specifici danni ulteriori. Il Lavoratore ha poi presentato ricorso in Cassazione, ma ha rinunciato prima dell'udienza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la rinuncia non era stata notificata correttamente. Le spese legali sono state compensate, data l'incertezza interpretativa sulla questione dell'abuso dei contratti a termine e l'immissione in ruolo.
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Agenzia rinuncia al giudizio tributario: estinzione e spese
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di rinuncia al giudizio tributario. L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza che annullava un avviso di accertamento per la rideterminazione della rendita catastale di un immobile. Tuttavia, l'Agenzia ha poi dichiarato di rinunciare al ricorso, motivando la decisione con il consolidamento di un orientamento giurisprudenziale sfavorevole. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico della parte rinunciante.
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Docente rinuncia al ricorso: Ricostruzione carriera bloccata in Cassazione
Una docente ha chiesto il riconoscimento del servizio pre-ruolo per la ricostruzione carriera docente a fini giuridici ed economici. Il Tribunale aveva accolto la sua domanda, ma la Corte d'Appello ha respinto il ricorso. La docente ha quindi presentato ricorso in Cassazione contro il Ministero dell'Istruzione. Tuttavia, prima che la Corte si pronunciasse nel merito, la ricorrente ha rinunciato al proprio ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza affrontare la questione principale. Questo significa che la sentenza della Corte d'Appello è diventata definitiva.
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Abuso Contratto a Termine: Rinuncia al Ricorso Rende Inammissibile
Due lavoratori, un docente e un amministrativo, hanno presentato ricorso contro il Ministero dell'Istruzione, lamentando l'abuso del contratto a termine. La Corte d'Appello aveva respinto le loro richieste di risarcimento, non ravvisando un uso improprio dei contratti. I lavoratori hanno poi rinunciato al ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la rinuncia non è stata notificata correttamente. Le spese legali sono state compensate.
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Tassa Concessione Governativa Telefonia Mobile: Rinuncia Inefficace e Spese
Un'Azienda ha chiesto il rimborso delle tasse di concessione governativa sulla telefonia mobile, versate tra il 2008 e il 2011, ma l'Agenzia delle Entrate ha opposto silenzio-rifiuto. Dopo che le Commissioni Tributarie hanno confermato la legittimità della tassa, l'Azienda ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha dichiarato di voler rinunciare al ricorso. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse, poiché la rinuncia non era stata notificata correttamente all'Agenzia delle Entrate. L'Azienda è stata condannata a pagare le spese legali, ma non l'ulteriore contributo unificato.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Fine del Giudizio, Zero Spese
Due Ricorrenti hanno presentato un ricorso in Cassazione contro una sentenza di appello. Successivamente, hanno deciso di effettuare una rinuncia al ricorso in Cassazione. I Controricorrenti hanno accettato questa rinuncia e, a loro volta, hanno rinunciato al loro ricorso incidentale. La Corte di Cassazione ha chiarito che la rinuncia al ricorso produce l'estinzione del processo, anche senza accettazione della controparte, perché la sentenza impugnata diventa definitiva. Tuttavia, l'accettazione della rinuncia da parte della controparte è importante per evitare la condanna alle spese legali. Di conseguenza, il giudizio è stato dichiarato estinto senza oneri di spese per nessuna delle parti.
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Sgravi Contributivi Agricoli: Ricorso Estinto per Inutilità
L'Azienda Agricola ha richiesto sgravi contributivi agricoli, sostenendo la validità di una vecchia legge (Legge n. 991/52). I giudici di merito hanno respinto la domanda, ritenendo la norma implicitamente abrogata. Durante il ricorso in Cassazione, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale una parte del D.Lgs. n. 179/2009 che manteneva in vigore la legge sugli sgravi. Questa pronuncia ha reso inutile la controversia. L'Azienda Agricola ha quindi rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per rinuncia, compensando le spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione e spese
Una socia di un'azienda riceve un atto di precetto per il pagamento di oltre ventitremila euro, intimato dagli eredi di una creditrice originaria sulla base di una condanna esecutiva. La donna contesta la richiesta e promuove opposizione formale. Dopo il rigetto delle proprie contestazioni, la socia decide di portare la controversia davanti alla Suprema Corte. Nel corso del procedimento di legittimità, la ricorrente deposita un formale atto di rinuncia al ricorso in Cassazione. Gli eredi accettano formalmente tale rinuncia e concordano la chiusura della vertenza. I giudici di legittimità verificano i requisiti di legge e dichiarano estinto il procedimento, disponendo l'integrale compensazione delle spese legali tra le parti.
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Contratto di patrocinio: l’ente paga le spese dopo la rinuncia
Un Avvocato ha agito tramite decreto ingiuntivo contro un Ente Pubblico per ottenere il saldo dei compensi maturati in numerose procedure esecutive. L'Ente ha contestato la validità del rapporto deducendo la mancanza di un contratto scritto stipulato contestualmente, l'assenza di potere del funzionario firmatario e l'abusivo frazionamento del credito. La Corte d'Appello ha confermato la piena validità dell'incarico: la procura generale unita al deposito degli atti giudiziari soddisfa la forma scritta richiesta per la pubblica amministrazione, mentre la prosecuzione dei giudizi ha ratificato l'operato del difensore. L'Ente ha proposto ricorso in Cassazione per poi rinunciarvi formalmente. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo per rinuncia, condannando l'amministrazione al pagamento delle spese di lite e consolidando il diritto al compenso per il contratto di patrocinio.
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Anzianità di servizio apprendistato: vittoria per i dipendenti
Alcuni dipendenti hanno promosso un giudizio per ottenere il riconoscimento degli scatti contrattuali a partire dalla data di assunzione iniziale con contratto di formazione. I giudici di merito hanno confermato l'inderogabilità della tutela legale sul computo del periodo formativo per il calcolo delle maggiorazioni stipendiali. I datori di lavoro hanno presentato ricorso per cassazione, ma hanno successivamente depositato un atto di rinuncia agli atti del giudizio. I lavoratori hanno preso atto della rinuncia chiedendo comunque la condanna delle società alle spese legali. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo per rinuncia, condannando i datori di lavoro a rimborsare integralmente le spese di lite ai dipendenti poiché i motivi di ricorso risultavano contrari al consolidato orientamento giurisprudenziale sul tema dell'anzianità di servizio apprendistato.
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