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Art. 389 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 389 Codice di Procedura Civile

Detenzione Immobile: Nessun Risarcimento Danni Senza Proprietà
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di **risarcimento danni da detenzione immobile** avanzata da due soggetti che, dopo la risoluzione di un contratto preliminare di compravendita e la restituzione dell'immobile, pretendevano il controvalore del bene e il valore locatizio. La Suprema Corte ha chiarito che la loro disponibilità dell'immobile era una mera "detenzione qualificata" (comodato) e non proprietà. Pertanto, non potevano vantare diritti risarcitori per la privazione di un bene di cui non erano mai stati proprietari, né per il mancato godimento, dato che la detenzione era divenuta senza titolo dopo la richiesta di restituzione.
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Restituzione somme al lordo o al netto: vince il lavoratore
A seguito della riforma di una precedente decisione giudiziaria, un'azienda chiedeva al proprio dipendente la restituzione di oltre 54.000 euro comprensivi delle trattenute fiscali versate allo Stato. Il dipendente contestava tale richiesta, sostenendo di dover restituire soltanto il netto effettivamente incassato. La Corte di Cassazione ha accolto le ragioni del lavoratore. I giudici hanno chiarito che il datore di lavoro non può pretendere la restituzione somme al lordo, poiché il lavoratore deve restituire unicamente ciò che è realmente entrato nel proprio patrimonio. L'azienda deve richiedere il rimborso delle tasse direttamente all'Erario.
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Tributi portuali: negati gli interessi, la Cassazione interviene
Una società ha chiesto la restituzione di tasse portuali pagate. I primi giudizi le hanno dato ragione. La Corte d'Appello, dopo un rinvio della Cassazione, ha parzialmente accolto la domanda, ma ha negato gli interessi legali sulla restituzione di tributi, sostenendo che non fossero stati richiesti. La Cassazione ha accolto il ricorso delle amministrazioni finanziarie, affermando che la richiesta di interessi legali sulla restituzione di tributi era stata formulata. La sentenza viene cassata con rinvio per ricalcolare gli interessi.
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Restituzione somme giudizio di rinvio: l’Azienda vince il ricorso
Un'Azienda ha versato determinate somme a una Lavoratrice per adempiere a sentenze di merito provvisoriamente esecutive. Successivamente la Corte di Cassazione ha annullato la decisione precedente. Nel successivo processo di rinvio, la Corte d'Appello ha ridotto il risarcimento dovuto alla Lavoratrice. I giudici territoriali hanno tuttavia dichiarato inammissibile la richiesta dell'Azienda di riottenere l'importo pagato in piu, qualificandola erratamente come domanda nuova. L'Azienda ha quindi proposto ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha accolto le doglianze della societa. I giudici di legittimita hanno chiarito che la restituzione somme giudizio di rinvio non e una domanda nuova. L'annullamento della sentenza cancella infatti il titolo del pagamento con efficacia retroattiva. Il giudice di rinvio deve percio decidere nel merito sulla richiesta restitutoria formulata dall'Azienda.
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Nullità canone di locazione: l’inquilino vince ma perde sulle spese
Una conduttrice ha chiesto la restituzione delle somme pagate in eccedenza al locatore sulla base di un patto segreto. La Cassazione aveva già dichiarato la nullità canone di locazione per la parte eccedente quella registrata. Nel successivo giudizio di rinvio, la Corte d'Appello ha condannato il locatore a restituire oltre 24.000 euro, ma ha rigettato le altre richieste della conduttrice, come il rimborso di spese legate a un'altra causa. La conduttrice ha proposto ricorso in Cassazione, mentre il locatore ha presentato un ricorso incidentale tardivo. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della conduttrice perché generico e privo di attinenza con la decisione impugnata, e inefficace quello del locatore. Di conseguenza, la conduttrice perde la causa in Cassazione e deve pagare le spese processuali.
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Principio di non contestazione: l’azienda vince senza prove
Un'azienda ha richiesto alla lavoratrice la restituzione delle somme versate in esecuzione di una sentenza d'appello successivamente annullata. La Corte d'Appello ha respinto la domanda ritenendo non documentato il pagamento. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che l'avvenuto pagamento può essere desunto anche dal comportamento processuale delle parti. Trova infatti applicazione il principio di non contestazione: se la lavoratrice non ha smentito di aver ricevuto la somma, ma ha solo discusso l'importo, il fatto non deve essere ulteriormente provato. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Restituzione somme al netto: il duello tra cittadino ed Ente
L'Ente Previdenziale ha erogato somme a un cittadino in esecuzione di una sentenza di primo grado, successivamente ribaltata in appello. I giudici di merito hanno stabilito che il cittadino deve restituire solo quanto effettivamente incassato, confermando il principio della restituzione somme al netto delle ritenute fiscali. L'Ente ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che per la previdenza pubblica debba applicarsi il recupero al lordo per evitare gravi oneri organizzativi e danni alle casse pubbliche. La sesta sezione civile, ritenendo la questione di massima importanza e priva di precedenti specifici per il settore pubblico, ha disposto la trasmissione del caso alla sezione ordinaria per una decisione definitiva.
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