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Art. 387-bis Codice Penale — Sezione Prima Penale

Altri anni per Art. 387-bis Codice Penale

Disciplina della continuazione: tossicodipendenza e reati plurimi
Un condannato ha richiesto l'applicazione della disciplina della continuazione tra diverse sentenze definitive per reati eterogenei: lesioni verso la ex convivente per gelosia, stalking contro i genitori per estorcere denaro, violazione del divieto di avvicinamento e guida in stato di ebbrezza con porto d'armi. La difesa ha sostenuto che lo stato di tossicodipendenza e il contesto relazionale costituissero un unico piano criminoso. Il Giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta per la totale diversità di moventi, persone offese e contesti temporali. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che la tossicodipendenza o la serialità dei comportamenti aggressivi non bastano a provare una preventiva programmazione unitaria dei delitti, rigettando il ricorso e condannando il soggetto alle spese.
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Reato continuato: rigetto nullo senza gli atti
Un condannato per tre distinti reati ha richiesto al giudice dell'esecuzione il riconoscimento del reato continuato per ottenere una riduzione di pena. Il Tribunale ha respinto l'istanza con una motivazione generica, sostenendo che l'intervallo temporale tra i fatti escludesse un piano criminoso unitario. La difesa ha presentato ricorso per Cassazione evidenziando la mancata valutazione delle sentenze precedenti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il giudice non può respingere la continuazione sulla base di mere presunzioni astratte. Il magistrato ha il dovere di acquisire anche d'ufficio le sentenze passate in giudicato per esaminare in concreto modalità, tempi e finalità delle condotte. L'ordinanza impugnata è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo esame del caso.
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Reato continuato escluso tra maltrattamenti e lesioni
Un condannato ha richiesto al giudice dell'esecuzione di revocare la condanna per maltrattamenti e di riconoscere il reato continuato con altri delitti successivi, tra cui lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e violazione del divieto di avvicinamento. Il richiedente sosteneva che l'estinzione di un singolo episodio di lesioni per remissione di querela facesse cadere l'intera accusa di maltrattamenti e che tutti i fatti facessero parte di una pianificazione unitaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il delitto di maltrattamenti resta in piedi anche se singoli episodi non sono punibili isolatamente. Inoltre, la Suprema Corte ha escluso il reato continuato: la semplice tendenza a delinquere o la commissione occasionale di più reati nel tempo non equivalgono a un disegno criminale unico e preventivamente deliberato.
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