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Art. 384 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 384 Codice Civile

Azione negatoria: la Cassazione sui rimedi del proprietario
Il caso analizza un'azione negatoria promossa da un proprietario per l'allargamento abusivo di un viottolo sul suo terreno. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'azione negatoria è imprescrittibile e che il proprietario del fondo che trae vantaggio dall'abuso è tenuto sia al ripristino dei luoghi sia al risarcimento del danno, a prescindere da chi sia stato l'autore materiale dell'illecito. L'uso del terreno invaso costituisce di per sé la turbativa che giustifica la condanna.
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Clausola limitativa responsabilità: quando è nulla?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla responsabilità di una società di vigilanza per un furto subito da un'azienda cliente. La Corte ha confermato la nullità della clausola limitativa della responsabilità presente nel contratto, poiché prevedeva un risarcimento irrisorio (pari a una mensilità del canone) in caso di inadempimento. Tale clausola è stata considerata un tentativo di eludere il divieto di limitare la responsabilità per dolo o colpa grave. La sentenza è stata però cassata con rinvio per una nuova quantificazione del danno, che la Corte d'Appello aveva liquidato senza un'adeguata base probatoria.
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Equa indennità appaltatore: recesso e onere prova
La Corte di Cassazione chiarisce la natura dell'equa indennità spettante all'appaltatore in caso di recesso per varianti necessarie (art. 1660 c.c.). Non si tratta del corrispettivo contrattuale, ma di un compenso basato sull'utilità dell'opera. La Corte stabilisce che l'onere di provare i lavori eseguiti, per giustificare la ritenzione di un acconto, grava sull'appaltatore e non sul committente. Viene inoltre escluso il diritto al risarcimento per mancato guadagno.
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Servitù di passaggio: cosa stabilisce il titolo?
In una controversia su una servitù di passaggio nata da una donazione familiare, la Corte di Cassazione interviene per chiarire i limiti e l'estensione del diritto. La Corte ha stabilito che il contenuto della servitù è definito primariamente dal titolo costitutivo (l'atto notarile), escludendo l'applicazione di criteri sussidiari quando il titolo è chiaro. Inoltre, ha cassato la decisione d'appello nella parte in cui si era pronunciata su una porzione di strada non oggetto della domanda iniziale, riaffermando il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.
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Ripartizione spese terrazzo: chi paga i danni?
La Corte di Cassazione chiarisce la ripartizione spese terrazzo quando questo funge da copertura per garage sottostanti. In un caso di infiltrazioni, la Corte ha stabilito che se il danno deriva dall'usura dovuta all'uso esclusivo del cortile da parte della collettività dei condomini, le spese di manutenzione e risarcimento sono a totale carico di questi ultimi, applicando in via analogica l'art. 1125 c.c. e liberando da ogni responsabilità il proprietario esclusivo della superficie.
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