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Art. 378 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 378 Codice di Procedura Civile

Definizione agevolata: sì per il cessionario d’azienda
Una società, dopo aver acquisito un'azienda, ha ricevuto cartelle di pagamento per debiti fiscali della precedente gestione. Inizialmente, la richiesta di definizione agevolata della lite è stata negata dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la controversia era ammissibile alla definizione agevolata. La motivazione chiave è che la cartella di pagamento, essendo il primo e unico atto con cui il debito veniva comunicato alla nuova società, non era un mero atto di riscossione ma un vero e proprio atto impositivo. Di conseguenza, il giudizio è stato dichiarato estinto.
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Fermo amministrativo rimborso: blocca la prescrizione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22304/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia fiscale: il fermo amministrativo disposto dall'Agenzia delle Entrate su un rimborso IVA ha efficacia interruttiva della prescrizione. Il caso riguardava una società che, dopo una richiesta di rimborso, si era vista opporre la prescrizione del proprio diritto. La Suprema Corte ha chiarito che il fermo costituisce un impedimento giuridico all'esercizio del diritto di credito del contribuente. Di conseguenza, il termine di prescrizione decennale non corre durante il periodo del fermo e ricomincia a decorrere solo dalla cessazione della causa impeditiva. La sentenza del giudice di merito, che aveva ritenuto maturata la prescrizione, è stata quindi cassata con rinvio.
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Compenso professionale avvocato: accordi e tariffe
In una complessa disputa sul compenso professionale avvocato, la Corte di Cassazione interviene per chiarire l'interpretazione di accordi tariffari e di un patto liquidatorio tra un legale e un istituto di credito. La Corte ha stabilito che il rimborso forfettario delle spese generali è sempre dovuto, anche se non previsto nell'accordo, e che la legge sull'equo compenso non è retroattiva. Inoltre, ha precisato che se il compenso è legato all'effettivo recupero del credito da parte del cliente, spetta all'avvocato dimostrare che tale condizione si sia verificata. La precedente decisione è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione su questi punti.
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Compenso professionale avvocato: i limiti del patto
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta una complessa disputa sul compenso professionale di un avvocato nei confronti di un istituto di credito. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale del legale sia quello incidentale della banca, confermando la decisione di merito. I giudici hanno stabilito la prevalenza di un accordo liquidatorio specifico sulle tariffe forensi, hanno chiarito i limiti dell'interpretazione contrattuale in sede di legittimità e hanno confermato la non retroattività della legge sull'equo compenso. È stato inoltre ritenuto legittimo il frazionamento del credito da parte dell'avvocato, data la pluralità di incarichi professionali distinti.
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