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Art. 372 Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 372 Codice Penale

Ingiusta Detenzione: Il Diritto alla Riparazione
La Cassazione conferma il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione a un cittadino assolto. Nonostante l'appello del Ministero, la Corte ha stabilito che la condotta dell'imputato, che ha sempre professato la propria innocenza e agito per difendersi, non osta al risarcimento.
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Competenza per materia: no retroattività della legge
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per violenza sessuale. La difesa sosteneva che una nuova legge, inasprendo la pena, avrebbe dovuto spostare la competenza per materia alla Corte d'Assise. La Suprema Corte ha stabilito che la modifica normativa ha natura sostanziale e non processuale, pertanto non può essere applicata retroattivamente. Di conseguenza, la competenza del Tribunale originario è stata confermata. Rigettate anche le eccezioni sull'inutilizzabilità di una testimonianza protetta e sulla motivazione della pena.
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Consumo di gruppo: quando è reato? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza 20578/2024, interviene su un caso di spaccio di cocaina, ribadendo i confini tra la cessione illecita e il penalmente irrilevante consumo di gruppo. La Corte ha dichiarato inammissibile gran parte del ricorso, confermando la condanna. Tuttavia, ha annullato con rinvio la sentenza riguardo a un singolo episodio, la cui prova si basava su un appuntamento notturno, ritenendo la motivazione insufficiente dopo l'assoluzione per altri capi d'accusa che ne costituivano il presupposto logico.
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Agevolazione mafiosa: la Cassazione e la falsa testimonianza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una donna accusata di falsa testimonianza con l'aggravante di agevolazione mafiosa. La Corte ha stabilito che la consapevolezza di aiutare un clan e la volontà di farlo possono essere desunte da elementi concreti, come la conoscenza dei legami criminali del proprio coniuge e la partecipazione a conversazioni relative alle attività illecite. La sentenza conferma l'orientamento secondo cui, per l'agevolazione mafiosa, è sufficiente il dolo specifico di favorire l'associazione, anche se si agisce per aiutare un singolo affiliato. È stata inoltre confermata la misura della custodia cautelare in carcere, in virtù della presunzione di pericolosità legata a tale aggravante.
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