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Art. 370 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

Altri anni per Art. 370 Codice di Procedura Penale

Accertamenti tecnici irripetibili e prove DNA
La Corte di Cassazione ha confermato la validità degli accertamenti tecnici irripetibili eseguiti su tracce biologiche rinvenute sulla scena del crimine, anche in assenza delle garanzie difensive previste dall'art. 360 c.p.p., qualora al momento dell'analisi l'indagato sia ancora ignoto. Nel caso in esame, l'imputato contestava l'utilizzabilità del profilo DNA estratto dai RIS, sostenendo che la natura irripetibile dell'estrazione avrebbe richiesto il preavviso al difensore. La Suprema Corte ha stabilito che l'obbligo di avviso non sussiste se l'identificazione del soggetto avviene proprio grazie all'esito dell'accertamento tecnico, rendendo legittima l'acquisizione della prova nel fascicolo del dibattimento.
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Inutilizzabilità derivata: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza 24492/2023, ha rigettato i ricorsi di diversi imputati condannati per omicidio e associazione mafiosa. Il tema centrale è stato il rigetto dell'eccezione di inutilizzabilità derivata delle intercettazioni. La Corte ha stabilito che l'acquisizione di un numero di telefono da parte della polizia giudiziaria, anche se avvenuta in modo irrituale, non rende inutilizzabili le successive intercettazioni legalmente autorizzate, poiché nel sistema italiano non vige il principio generale del 'frutto dell'albero avvelenato'.
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Verbale di esecuzione del sequestro: quando è nullo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che lamentava la nullità del verbale di esecuzione del sequestro di un'autovettura. La Corte ha stabilito che la richiesta di riesame è un rimedio esperibile solo contro il decreto di sequestro emesso dal giudice, e non contro i successivi atti della fase esecutiva, come il verbale. Per contestare tali atti, esistono altri strumenti processuali, come la richiesta di revoca.
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Prove digitali e usura: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per usura. L'imputato aveva contestato l'acquisizione di prove digitali (messaggi e audio) e l'attendibilità della persona offesa. La Corte ha ritenuto i motivi generici, applicando il principio della "prova di resistenza": la condanna si reggeva anche su altre testimonianze, rendendo irrilevante l'eventuale esclusione delle prove digitali. È stato ribadito che la Cassazione non può riesaminare i fatti del processo.
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Confisca del denaro: quando è diretta e quando no
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32546/2025, affronta un caso di frode informatica tramite apparecchi da gioco. Viene confermato il sequestro preventivo di una cospicua somma di denaro, qualificandolo come confisca diretta. La Corte stabilisce che, data la natura fungibile del denaro, la confisca del profitto del reato è sempre diretta, rendendo irrilevante la prova dell'origine lecita delle specifiche banconote sequestrate. Il ricorso dell'imputato viene dichiarato inammissibile.
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