Un gruppo di giornalisti, idonei non vincitori in una selezione del 2015 indetta da una società televisiva concessionaria, ha richiesto il riconoscimento del diritto all'assunzione prioritaria. I lavoratori invocavano lo scorrimento delle graduatorie basandosi su una legge del 2017 che prorogava l'efficacia delle vecchie selezioni. I giudici di merito hanno respinto la domanda, ritenendo che la norma attribuisse all'azienda una semplice facoltà e non un obbligo di assunzione. Giunti in Cassazione, è emerso un problema procedurale: i ricorrenti avevano depositato telematicamente solo la prima e l'ultima pagina della sentenza impugnata. La Suprema Corte, ritenendo la questione di rilevante importanza per la regolarità dei depositi digitali e per lo scorrimento delle graduatorie, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione approfondita.
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