Un contribuente ha impugnato vari atti dell'Agente della Riscossione versando un contributo unificato tributario in misura fissa pari a 120 euro, dichiarando il valore indeterminabile della lite. L'amministrazione finanziaria ha contestato il versamento: il tributo andava calcolato distintamente per ciascun provvedimento impugnato, richiedendo un'integrazione di 610 euro. A fronte del mancato pagamento, l'ufficio ha applicato una sanzione del 200%. Il contribuente ha impugnato le richieste, ma i giudici di merito hanno respinto i ricorsi confermando la correttezza del calcolo e la legittimità della sanzione. La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente l'impugnazione per insanabile violazione delle regole di chiarezza e sinteticità dei motivi, condannando il cittadino alle spese processuali e al versamento di un ulteriore importo del contributo.
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