Una nota multinazionale titolare di marchi internazionali ha citato in giudizio due società e due persone fisiche per contraffazione del marchio e concorrenza sleale, contestando la registrazione abusiva di marchi affini e l'uso indebito del segno in un nome a dominio web. La Corte d'Appello ha condannato l'amministratore che aveva registrato il dominio web a proprio nome, escludendo invece la responsabilità del soggetto acquirente dei marchi che non li aveva mai usati sul mercato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'amministratore, confermando la sua responsabilità personale diretta per l'uso illecito del segno online. I giudici hanno inoltre dichiarato inammissibile il ricorso della multinazionale per nullità insanabile della procura notarile rilasciata all'estero senza la presenza fisica del legale rappresentante davanti al notaio.
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