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Art. 365 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

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Altri anni per Art. 365 Codice di Procedura Civile

Contratto forma scritta PA: quando è obbligatorio?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1192/2025, ha ribadito un principio fondamentale: i contratti stipulati con la Pubblica Amministrazione, inclusi gli incarichi professionali, richiedono la forma scritta a pena di nullità. Nel caso esaminato, alcuni professionisti avevano svolto un'importante progettazione per un Comune sulla base di semplici delibere, senza mai firmare un vero e proprio contratto. La Corte ha negato il loro diritto al compenso, specificando che la delibera è un atto interno all'ente e non può sostituire il contratto. Anche la richiesta subordinata di indennizzo per ingiustificato arricchimento è stata respinta, poiché la legge prevedeva un'altra azione specifica che i professionisti avrebbero potuto intentare. La sentenza sottolinea l'importanza del contratto forma scritta come garanzia di trasparenza e legalità nei rapporti con la PA.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile relativo a una controversia sull'acquisto di diamanti, considerati un investimento. La decisione si fonda sulla mancanza di una chiara esposizione dei fatti nel ricorso e sull'incapacità dei ricorrenti di contestare specificamente la 'ratio decidendi' della sentenza d'appello, la quale aveva escluso la responsabilità della banca intermediaria nell'operazione.
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Clausola compromissoria e responsabilità precontrattuale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2145/2025, ha stabilito un importante principio in materia di clausola compromissoria. Il caso riguardava la vendita di un'azienda farmaceutica, in cui l'acquirente aveva successivamente scoperto che uno dei beni ceduti era oggetto di un procedimento amministrativo non dichiarato dalla venditrice. Dopo un primo lodo arbitrale che aveva ridotto il prezzo, l'acquirente agiva in tribunale per ottenere il risarcimento del danno da responsabilità precontrattuale. La Suprema Corte ha chiarito che una clausola compromissoria generica, che devolve agli arbitri le controversie su interpretazione ed esecuzione del contratto, non si estende alle pretese di natura precontrattuale. Queste ultime, infatti, non trovano la loro fonte (causa petendi) nel contratto, ma nella violazione del dovere di buona fede durante le trattative, un obbligo imposto dalla legge. Pertanto, in assenza di un'esplicita volontà delle parti, la competenza per tali controversie rimane del giudice ordinario.
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Trasformazione atipica: la Cassazione e la prescrizione
Un'imprenditrice prosegue l'attività della sua ex società di persone come ditta individuale. La Cassazione stabilisce che si tratta di una "trasformazione atipica", cioè una successione. Di conseguenza, gli atti interruttivi della prescrizione inviati a nome della vecchia società sono validi anche per l'imprenditrice. La sentenza d'appello, che aveva dichiarato il diritto al risarcimento prescritto, viene annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Procura speciale nulla: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un provvedimento di espulsione. La decisione si fonda su un vizio insanabile: la procura speciale nulla, in quanto priva della firma del ricorrente. La Corte ha ribadito che, nel giudizio di legittimità, una procura invalida costituisce un requisito di ammissibilità non sanabile, impedendo l'esame del merito della causa.
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Procura speciale: inammissibile senza certificazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un provvedimento di trasferimento in altro Stato UE. La decisione si fonda su un vizio formale della procura speciale: la mancata certificazione della data di rilascio da parte del difensore, un requisito ritenuto essenziale e inderogabile nelle procedure di protezione internazionale. L'ordinanza sottolinea il rigore formale richiesto per questo tipo di atti, confermando che la semplice indicazione della data non è sufficiente. Il ricorrente è stato inoltre condannato per abuso del processo.
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Spese straordinarie figli: quando serve l’accordo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17017/2025, interviene sul tema delle spese straordinarie per i figli di genitori separati. La Corte ha stabilito che alcune spese, come i corsi di lingua inglese, pur essendo straordinarie, rispondono a esigenze educative ormai consolidate e non necessitano del preventivo consenso dell'altro genitore, in quanto preminente è l'interesse del minore. La sentenza del Tribunale, che aveva negato il rimborso di tali spese, è stata cassata con rinvio.
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