La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10411/2024, si è pronunciata sulla complessa disciplina del raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale in caso di reati tributari. Il caso riguardava una società tecnologica statunitense con stabile organizzazione in Italia. La Corte ha chiarito che per gli avvisi notificati prima del 2 settembre 2015, si applica la vecchia normativa, che legava il raddoppio alla sola sussistenza dell'obbligo di denuncia penale. La decisione ha quindi accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate per IRES e IVA, ma ha confermato la decadenza per l'IRAP, per cui il raddoppio non è mai applicabile.
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