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Art. 360 Codice di Procedura Civile

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Perdita di chance: onere della prova per il risarcimento
Un dipendente ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria per non essere stato selezionato per un incarico direttivo, nonostante ritenesse di avere un curriculum migliore del candidato prescelto. La selezione era stata giudicata illegittima per difetto di motivazione. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento per perdita di chance, chiarendo che non è sufficiente dimostrare l'illegittimità della procedura. Il ricorrente ha l'onere di provare la concreta e significativa probabilità che avrebbe avuto di ottenere l'incarico, tenendo conto di tutti i criteri di valutazione dell'ente, non solo della comparazione dei curricula. Poiché tale prova non è stata fornita, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Poteri del giudice tributario: no a decisioni in equità
La Corte di Cassazione ha stabilito che i poteri del giudice tributario non gli consentono di ridurre forfettariamente una pretesa fiscale basandosi su un criterio di equità. In un caso riguardante l'accertamento a una scuola guida, i giudici di merito avevano ridotto del 50% i ricavi accertati. La Suprema Corte ha annullato questa decisione, affermando che il giudice, di fronte a una pretesa parzialmente infondata, deve determinare e quantificare l'esatto ammontare del tributo dovuto sulla base delle prove, senza sostituirsi all'amministrazione con decisioni equitative.
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Notifica cartella di pagamento: la guida completa
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per IRPEF e IVA, sostenendo la nullità della notifica via PEC e l'omessa comunicazione preventiva di irregolarità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo principi chiave sulla validità della notifica cartella di pagamento. La Corte ha chiarito che, per la validità della notifica, è sufficiente che l'indirizzo PEC del destinatario sia iscritto nel registro INI-PEC, non essendo richiesto lo stesso per il mittente. Inoltre, ha ribadito che la comunicazione di irregolarità non è un atto presupposto necessario nei controlli automatizzati per omessi versamenti.
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Transfer pricing: TNMM, il metodo corretto secondo la Cassazione
Una società italiana, attiva nel settore del lusso, è stata oggetto di accertamento fiscale per gli anni 2010-2013. L'Agenzia delle Entrate ha contestato i prezzi di trasferimento (transfer pricing) applicati nelle transazioni con la casa madre svizzera, utilizzando il metodo TNMM (Transactional Net Margin Method) per ricalcolare il reddito imponibile. Dopo due sentenze favorevoli alla società nei gradi di merito, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che, in un contesto di operazioni infragruppo a basso rischio con un unico centro di produzione, il metodo TNMM basato sul margine di guadagno è più appropriato del metodo del confronto di prezzo (CUP), poiché il prezzo non è determinato dal libero mercato. La Corte ha rinviato il caso alla commissione tributaria regionale per un nuovo esame basato su questo principio.
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Termine ricorso tributario: la Cassazione decide
Una società di intrattenimento ha presentato un ricorso contro un avviso di accertamento, ma sia in primo che in secondo grado è stato dichiarato inammissibile per tardività. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che il termine ricorso tributario, in caso di presentazione di istanza di accertamento con adesione, non viene interrotto dalla comunicazione di mancato accordo. Il termine totale per l'impugnazione è quindi di 150 giorni (60 ordinari più 90 di sospensione). La Corte ha inoltre specificato che l'errato calcolo dei termini costituisce un errore di diritto non scusabile e non dà diritto alla rimessione in termini.
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Notifica atto impositivo: la prova con l’avviso CAD
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo un vizio nella notifica dell'atto presupposto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che per una valida notifica atto impositivo ai sensi dell'art. 140 c.p.c., la prova essenziale è costituita dalla produzione in giudizio dell'avviso di ricevimento della raccomandata informativa (CAD), rendendo irrilevanti errori marginali come un'inesatta trascrizione del nome sull'avviso affisso all'albo. La Corte ha cassato la decisione di merito che si era basata su tale errore formale, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di una socia di una S.r.l. a ristretta base, destinataria di un avviso di accertamento per maggiori redditi. La Corte ha confermato la legittimità della presunzione distribuzione utili non dichiarati dalla società ai soci. Ha inoltre ribadito che spetta al contribuente fornire la prova contraria, dimostrando che i maggiori ricavi sono stati accantonati o reinvestiti nell'attività aziendale, e non percepiti personalmente.
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Cancellazione società: i crediti non si estinguono
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato sulla presunta sopravvenienza attiva derivante dalla cancellazione di una società sua creditrice. La Corte di Cassazione ha stabilito che la cancellazione società dal registro delle imprese non comporta l'estinzione automatica dei crediti, i quali si trasferiscono ai soci. Di conseguenza, non si genera alcun reddito tassabile per il debitore. La Corte ha accolto il ricorso, cassando la sentenza e rinviando il caso alla commissione tributaria regionale.
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Notifica cartella di pagamento: quando è valida?
Una società ha impugnato diverse cartelle di pagamento sostenendo la nullità della notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo i criteri per una valida notifica cartella di pagamento, in particolare nei casi di irreperibilità del destinatario. La Corte ha stabilito che una notifica eseguita regolarmente rende inammissibile un ricorso presentato oltre il termine di 60 giorni, assorbendo ogni altra eccezione di merito come la prescrizione del credito.
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Transfer pricing: onere della prova e metodo TNMM
Una società del settore lusso ha contestato avvisi di accertamento basati su rettifiche per transfer pricing. I giudici di merito hanno annullato gli atti, criticando l'applicazione del metodo TNMM da parte dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso dell'Ufficio. La Corte ha stabilito che un'analisi corretta del transfer pricing, specialmente con il metodo TNMM, deve fondarsi su una selezione di imprese comparabili che tenga conto di termini contrattuali, strategie aziendali e condizioni economiche concrete, onere non assolto dall'Amministrazione finanziaria nel caso di specie.
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Ricorso tardivo: quando è inammissibile?
Una società ha presentato un ricorso tardivo contro un avviso di accertamento, sostenendo che il ritardo fosse giustificato dalla risposta tardiva dell'Amministrazione Finanziaria a una proposta di adesione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la valutazione dei motivi del ritardo è una questione giuridica e non un 'fatto storico' che può essere riesaminato. Inoltre, la società non aveva contestato uno dei motivi autonomi della decisione di appello, rendendo il ricorso inaccoglibile. La sentenza ribadisce il rigore dei termini processuali nel contenzioso tributario.
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Conflitto di interessi: l’amico di tennis va escluso
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di una procedura di selezione interna a un ente pubblico a causa di un conflitto di interessi. Un rapporto di frequentazione abituale (nella specie, giocare a tennis) tra il presidente della commissione e il candidato vincitore è stato ritenuto sufficiente a ledere il principio di imparzialità. La Corte ha però negato il risarcimento al dipendente escluso, poiché la sua richiesta di danno da perdita di chance era stata formulata in modo generico e non specificamente provata.
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Qualificazione corrispettivi: royalties o provvigioni?
La Corte di Cassazione interviene sulla corretta qualificazione dei corrispettivi versati da un'azienda manifatturiera italiana a una società britannica titolare di un noto marchio. L'Agenzia delle Entrate aveva riqualificato i pagamenti da provvigioni a royalties, applicando le relative ritenute. La Suprema Corte ha confermato la natura di royalties, basandosi sulla sostanza del contratto che concedeva l'uso del marchio per produrre e vendere beni. Tuttavia, ha cassato la sentenza d'appello per omessa pronuncia sulla richiesta di disapplicazione delle sanzioni, rinviando la causa al giudice di merito per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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Presunzione distribuzione utili: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un socio di una s.r.l. a ristretta base, confermando l'avviso di accertamento per maggiori redditi Irpef. Il caso si fonda sulla presunzione distribuzione utili extracontabili accertati in capo alla società. La Corte ha ribadito che, una volta definitivo l'accertamento sulla società, l'onere di fornire la prova contraria alla percezione degli utili ricade interamente sul socio, che in questo caso non è riuscito a superare la presunzione.
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Ricorso per cassazione improcedibile: la sentenza
Un libero professionista ha presentato ricorso in Cassazione contro un accertamento fiscale basato su verifiche bancarie. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso per cassazione improcedibile. La ragione principale è stata la mancata presentazione della copia della sentenza impugnata, un requisito procedurale inderogabile. Inoltre, la Corte ha rilevato che i motivi del ricorso erano formulati in modo confuso, mescolando diverse tipologie di censure, rendendoli inammissibili.
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Reddito da capitale e liquidazione: la tassazione
La Corte di Cassazione chiarisce la natura fiscale delle somme percepite da un ex socio unico a seguito della liquidazione di una società. La sentenza stabilisce che tali somme costituiscono reddito da capitale e non redditi diversi. Inoltre, precisa che la limitazione della base imponibile per evitare la doppia imposizione non si applica se la società estinta non ha mai versato imposte su tali importi, rendendo il reddito da capitale pienamente tassabile in capo al socio.
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Cancellazione società: responsabilità soci e Fisco
Un ex socio di una Srl a ristretta base partecipativa ha impugnato un avviso di accertamento per utili extrabilancio notificatogli dopo la cancellazione della società. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il differimento quinquennale degli effetti fiscali della cancellazione società si applica a tutte le forme di estinzione, non solo a quelle volontarie. Viene così confermata la piena responsabilità del socio per i debiti tributari della società estinta, derivanti dalla presunzione di distribuzione degli utili occulti.
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Rinuncia servitù di passaggio: è sempre valida?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza un caso complesso riguardante la validità della rinuncia alla servitù di passaggio. Il caso nasce dalla divisione di un fondo tra due fratelli, con un atto che escludeva future servitù. Successivamente, uno dei proprietari ha richiesto una servitù coattiva per accedere con mezzi meccanici, lamentando un'interclusione relativa. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo valida la rinuncia in caso di accesso solo 'scomodo' e non 'impossibile'. La Cassazione ha ritenuto la questione di tale rilevanza da meritare una trattazione approfondita.
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Prelazione agraria: diritto esteso all’intero fondo
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di prelazione agraria di un coltivatore confinante sull'intero fondo venduto, anche sulle parti non boschive. La Corte ha stabilito che il taglio della legna è coltivazione e che, in caso di complesso unitario, la prelazione non può essere frazionata per non pregiudicare la gestione aziendale.
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Termine di grazia sfratto: quando è inammissibile?
Un locatore ha avviato uno sfratto per morosità contro i conduttori di un immobile locato per uso deposito. I conduttori si sono opposti, sostenendo che l'uso fosse in realtà abitativo e chiedendo un termine di grazia per sanare il debito. I tribunali di merito hanno respinto la richiesta, e la Corte di Cassazione ha confermato la decisione. La sentenza chiarisce che il termine di grazia è un beneficio esclusivo delle locazioni abitative; pertanto, se la natura residenziale del contratto non viene provata fin da subito, la richiesta di sanatoria non può essere accolta.
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