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Art. 36 Codice di Procedura Civile — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 36 Codice di Procedura Civile

Opposizione a decreto ingiuntivo tra crediti nuovi e limiti
Una società creditrice ha richiesto e ottenuto un decreto ingiuntivo per prestazioni professionali non pagate. La società debitrice ha notificato un atto di opposizione a decreto ingiuntivo, eccependo in compensazione un controcredito per lavori idraulici e chiedendo la condanna della controparte per la somma residua. Costituendosi nella causa di opposizione, la creditrice originaria non ha contestato il debito per i lavori idraulici, ma ha introdotto a sua volta nuove pretese economiche derivanti da incarichi del tutto autonomi rispetto alla lite. I giudici hanno dichiarato inammissibile questa contro-domanda tardiva ed estranea. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo che il creditore opposto non può ampliare il processo con crediti slegati dalla difesa dell'opponente.
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Sospensione feriale rito lavoro: ricorso fuori tempo
Un libero professionista impugna una cartella esattoriale e la Cassa previdenziale chiede il risarcimento dei danni all'Agente della Riscossione per la prescrizione dei contributi dovuta a notifiche errate. Il giudice d'appello tratta le cause con il rito lavoristico e condanna l'Agente al risarcimento. L'Agente propone ricorso in Cassazione notificandolo a settembre e confidando nella pausa estiva. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per tardività: applicando il principio di ultrattività del rito, per le cause di lavoro non si applica la sospensione feriale rito lavoro. Il ricorso, inviato oltre il termine di sei mesi non sospeso ad agosto, viene respinto con condanna dell'Agente alle spese.
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Opposizione a decreto ingiuntivo: no a nuove richieste dell’impresa
Un'impresa edile ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro due committenti per il saldo di lavori idraulici e termici. I committenti hanno proposto opposizione a decreto ingiuntivo, sostenendo di aver già pagato il dovuto e chiedendo i danni per vizi. Nel corso del giudizio, l'impresa ha avanzato una nuova richiesta di rimborso per l'acquisto dei materiali. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accolto solo in minima parte la pretesa dell'impresa, dichiarando inammissibile la nuova domanda sui materiali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, confermando che il creditore opposto non può proporre domande nuove che non dipendano strettamente dalle difese dell'opponente. L'impresa è stata condannata a pagare le spese legali.
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Contestazione Mandato Professionale: la Difesa non cambia Giudice
Un avvocato chiede il pagamento dei suoi compensi, ma il cliente nega di avergli mai dato l'incarico. Questa mossa, definita come contestazione del mandato professionale, viene interpretata dalla Corte d'Appello come una nuova domanda che la rende incompetente. La Cassazione, però, ribalta la decisione. La Suprema Corte stabilisce che negare il rapporto con il legale è una semplice difesa, non una nuova azione legale. Di conseguenza, il giudice originariamente adito dall'avvocato resta competente a decidere sia sull'esistenza del mandato sia sul compenso. Vince quindi il cliente sul piano procedurale, e la causa torna alla Corte d'Appello.
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Fideiussione ABI: la competenza resta al giudice civile
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di due garanti che si erano opposti a un decreto ingiuntivo eccependo la nullità della Fideiussione ABI per violazione della normativa antitrust. Il tribunale di merito aveva inizialmente declinato la competenza a favore della Sezione Specializzata in materia di impresa. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che, qualora la nullità venga sollevata come mera eccezione riconvenzionale per paralizzare la pretesa della banca e non come domanda autonoma volta a ottenere un giudicato, la competenza non si sposta alla sezione specializzata ma resta in capo al giudice ordinario.
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