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Art. 353-bis Codice Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 353-bis Codice Penale

Ingiusta detenzione: l’assoluzione definitiva sblocca il risarcimento
Un Lavoratore, precedentemente assolto, ha chiesto un risarcimento per ingiusta detenzione subita. La Corte d'Appello ha respinto la sua richiesta. Il Lavoratore ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la sua pronuncia assolutoria era già divenuta irrevocabile, un fatto non considerato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha annullato la decisione della Corte d'Appello, riconoscendo l'effettiva irrevocabilità della sentenza assolutoria. Il caso tornerà alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio, che dovrà tenere conto di questa definitiva assoluzione ai fini dell'equa riparazione per l'ingiusta detenzione.
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Spese legali ingiusta detenzione: quando paga lo Stato?
La Cassazione ha stabilito che in un procedimento per ingiusta detenzione, se il Ministero dell'Economia non si oppone al diritto all'indennizzo ma contesta solo l'importo richiesto, non può essere condannato al pagamento delle spese legali ingiusta detenzione. La Corte ha annullato la decisione che condannava lo Stato a rimborsare i costi legali a un cittadino, nonostante gli fosse stato riconosciuto un risarcimento, seppur in misura ridotta.
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Riparazione per ingiusta detenzione e colpa grave
Un funzionario pubblico, assolto dall'accusa di corruzione dopo un periodo di arresti domiciliari, si è visto negare la riparazione per ingiusta detenzione a causa di una sua presunta condotta gravemente colposa. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale: la valutazione della 'colpa grave' non può basarsi sulle stesse prove che hanno portato all'arresto, ma deve essere coerente con gli accertamenti della sentenza di assoluzione definitiva. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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