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Art. 353-bis Codice Penale — Anno 2025

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Altri anni per Art. 353-bis Codice Penale

Interesse a ricorrere: quando il ricorso è inammissibile
Un dirigente medico, indagato per turbativa d'asta, ha presentato ricorso in Cassazione contro una misura interdittiva di sospensione dalle funzioni pubbliche. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse a ricorrere, poiché la misura cautelare era già scaduta al momento della decisione, rendendo l'impugnazione priva di effetti pratici per l'indagato.
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Peculato per distrazione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di peculato per distrazione e turbata libertà di scelta del contraente. Gli imputati, ex presidente di una fondazione e un suo socio, erano accusati di aver manipolato l'acquisto di un immobile con fondi pubblici per ottenere un profitto illecito. La Corte ha dichiarato prescritto il reato di turbativa, ma ha confermato la condanna per peculato per distrazione, chiarendo che il reato sussiste quando i fondi pubblici vengono deviati per interessi privati, indipendentemente dal valore finale del bene acquistato. La sentenza è stata annullata con rinvio per la rideterminazione della pena e della confisca, che deve essere calcolata sul profitto individuale di ciascun concorrente.
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Falso ideologico: la consapevolezza del sindaco
Una sindaca, per risolvere una crisi idrica, dispone lavori d'urgenza. Successivamente, per regolarizzare la spesa, include tali opere, già completate, in una delibera pubblica attestando falsamente che fossero ancora da eseguire. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità per il reato di falso ideologico in atto pubblico, dichiarando inammissibile il ricorso. La Corte ha ritenuto provata la consapevolezza dell'imputata sulla base di intercettazioni telefoniche, sottolineando che l'urgenza non giustifica la falsificazione di documenti ufficiali.
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Turbata libertà degli incanti: Cassazione chiarisce
La Cassazione annulla una condanna per turbata libertà degli incanti, chiarendo che il reato non sussiste se la condotta mira a impedire la gara per ottenere un affidamento diretto, anziché a inquinare una procedura selettiva già in atto. Il caso riguardava un appalto di modico valore, assegnato simulando una consultazione di mercato inesistente. Annullata con rinvio anche la condanna per corruzione per difetto di motivazione sul nesso tra l'utilità (un'assunzione) e gli atti del pubblico ufficiale.
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Affidamento diretto: quando non è reato per la Cassazione
La Cassazione ha stabilito che un affidamento diretto ottenuto tramite frazionamento artificioso per evitare una gara non costituisce il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis c.p.). Il reato sussiste solo se si turba un procedimento competitivo già in atto, non se lo si evita a monte.
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