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Art. 351 Codice di Procedura Penale — Anno 2022

Altri anni per Art. 351 Codice di Procedura Penale

Utilizzabilità dichiarazioni non sottoscritte: la Cassazione conferma l’aggravante mafiosa
Un imputato, accusato di estorsione contrattuale e violenza privata aggravata dal metodo mafioso, ha contestato l'ordinanza che confermava i gravi indizi. Il suo ricorso si basava sull'inutilizzabilità delle dichiarazioni non sottoscritte rese alla polizia giudiziaria e sulla contestazione dell'aggravante agevolativa. La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che le dichiarazioni non sottoscritte, se verbalizzate dalla polizia giudiziaria, sono utilizzabili nella fase cautelare. Ha inoltre confermato l'aggravante mafiosa, riconoscendo la finalità di consolidare il prestigio del gruppo criminale. La sentenza chiarisce i limiti dell'Utilizzabilità dichiarazioni non sottoscritte.
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Violazione Sorveglianza Speciale: La Cassazione Valida le Prove Informali
Un Individuo, già sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di rientro a casa entro le 20:00, è stato condannato per la violazione di tale prescrizione in due occasioni. La prova della sua assenza è stata raccolta dai Carabinieri, che hanno bussato alla sua porta e ricevuto conferma dalla sorella che l'Individuo non era in casa. L'Individuo ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che le dichiarazioni della sorella costituissero sommarie informazioni testimoniali non verbalizzate correttamente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la constatazione dell'assenza è una percezione diretta e le parole dei familiari sono parte della verifica fattuale, non richiedendo verbalizzazione specifica come le sommarie informazioni. La violazione sorveglianza speciale è stata confermata.
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Favoreggiamento personale: scuse vaghe e condanna confermata
Tre imputate hanno proposto ricorso per cassazione contro la condanna per il reato di favoreggiamento personale. I giudici di merito avevano accertato i loro tentativi di sviare o ostacolare le indagini sull'autore di un reato presupposto. Una delle ricorrenti lamentava la mancata presenza del difensore durante le prime dichiarazioni e chiedeva la non punibilità per aver tutelato la convivente, senza però fornire prove adeguate. Le altre coimputate invocavano genericamente le attenuanti e la particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato tutti i ricorsi inammissibili per assoluta genericità dei motivi, condannando ciascuna ricorrente alle spese e a tremila euro di ammenda.
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Testimonianza indiretta della polizia: Cassazione annulla condanna
Un consigliere comunale subisce una condanna per falso elettorale per avere autenticato firme irregolari su una lista di candidati. Il verdetto di colpevolezza si fonda sulla deposizione dell'ufficiale investigativo, il quale riferisce che i cittadini hanno disconosciuto le proprie sottoscrizioni durante le indagini. Tali cittadini, tuttavia, non sono mai stati chiamati a deporre in tribunale. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'imputato e chiarisce che la testimonianza indiretta della polizia non può sostituire le dichiarazioni dei testimoni diretti. La legge vieta agli agenti di riferire in aula quanto appreso da terzi durante le indagini preliminari. La Corte annulla la sentenza impugnata e dispone un nuovo giudizio.
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