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Art. 35 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 35 Codice di Procedura Civile

Competenza Tribunale Imprese: il caso fiduciarie
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di tre società fiduciarie che contestavano la competenza territoriale di un tribunale ordinario in favore del Tribunale delle Imprese. Il caso riguarda una richiesta di risarcimento danni per responsabilità extracontrattuale avanzata da una curatela fallimentare contro soggetti terzi accusati di aver agevolato atti distrattivi. La Corte ha stabilito che la competenza Tribunale Imprese non si estende a controversie solo indirettamente legate a vicende societarie, confermando che la connessione deve essere effettiva e non meramente ipotetica o virtuale.
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Collegamento negoziale e compenso avvocato: la Cassazione
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi compensi professionali a due clienti. Questi si sono opposti, sostenendo che l'onorario era predeterminato da un contratto stipulato con una società di consulenza, la quale aveva poi indicato il legale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'avvocato, confermando l'esistenza di un collegamento negoziale tra i vari accordi. Secondo la Corte, i contratti (cliente-società, società-legale, cliente-legale) costituivano un'unica operazione economica, e il legale, accettando l'incarico in quel contesto, non poteva pretendere compensi superiori a quelli pattuiti nell'accordo originario.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando le richieste di risarcimento di un gruppo di medici per la mancata remunerazione durante gli anni di specializzazione. La Corte ha ribadito che il diritto al risarcimento è soggetto a prescrizione decennale, con decorrenza dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato italiano alle direttive europee. Poiché l'azione legale è stata intrapresa oltre tale termine, il diritto è stato dichiarato estinto.
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Indennità di buonuscita: onorari esclusi dal calcolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli onorari professionali percepiti da un avvocato dipendente di un ente pubblico non economico non devono essere inclusi nel calcolo della sua indennità di buonuscita. La sentenza conferma la legittimità della richiesta di restituzione delle somme erroneamente versate dall'ente, basandosi sulla rigida interpretazione della normativa speciale che definisce la base di calcolo del trattamento di fine servizio, escludendo voci retributive variabili come gli onorari.
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Travisamento della prova: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino contro l'INPS in una causa per un assegno sociale. La Corte chiarisce che il motivo del travisamento della prova non può essere utilizzato per ottenere un riesame dei fatti, attività preclusa nel giudizio di legittimità. La decisione si fonda sulla distinzione tra una nuova valutazione del merito e un errore percettivo del giudice, ribadendo i rigidi limiti del ricorso per cassazione.
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Compenso avvocato: rito sommario e ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una cliente contro il suo ex legale, confermando che le controversie sul compenso dell'avvocato seguono un rito sommario speciale. L'ordinanza che conclude questo procedimento non è appellabile, ma può essere impugnata solo con ricorso diretto in Cassazione. Anche se il cliente contesta l'esistenza stessa del debito, il rito non cambia, a meno che non venga proposta una vera e propria domanda riconvenzionale. L'utilizzo di un mezzo di impugnazione errato, come l'appello in questo caso, rende l'atto inammissibile.
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