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Art. 35 Codice Penale — Sezione Sezioni Unite Civile

Altri anni per Art. 35 Codice Penale

Interesse ad agire e derivazione acque: la Cassazione
Una società energetica, titolare di una concessione per lo sfruttamento idroelettrico, ha impugnato gli atti pubblici che assegnavano nuove derivazioni idriche a un ente locale e a un'impresa concorrente. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha respinto l'impugnazione per carenza di interesse ad agire. I giudici hanno ritenuto che la concessione originaria escludesse pretese sull'uso potabile a monte. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso della società. La Suprema Corte ha chiarito che l'interesse ad agire sussiste quando il provvedimento giudiziale richiesto può riparare la lesione denunciata, a prescindere dalla decisione finale di merito.
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Sopravvenuto difetto di interesse: quando la causa si estingue
Un'azienda ha impugnato davanti alla Cassazione una sentenza del Consiglio di Stato che dichiarava estinto il suo appello in materia urbanistica. Durante la pendenza del ricorso, lo stesso Consiglio di Stato ha revocato la propria decisione originaria, ripristinando la sospensione del giudizio. Le Sezioni Unite hanno quindi dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, poiché l'annullamento della sentenza impugnata ha fatto venire meno l'utilità concreta della decisione per l'azienda. Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti.
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Acqua pubblica: guida alla decadenza delle concessioni
Un ente locale ha impugnato la decadenza di una concessione per una piccola derivazione di acqua pubblica, causata dal mancato completamento delle opere nei termini triennali previsti. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche aveva dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che il mancato gravame contro il precedente diniego di proroga rendesse la lesione definitiva. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità della questione riguardante i presupposti della decadenza, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
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Eccesso di potere giurisdizionale e rinvio alla CGUE
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'eccesso di potere giurisdizionale in un caso relativo a un'autorizzazione per una discarica. Il Consiglio di Stato, pur sollevando questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE, aveva deciso la causa nel merito, rendendo di fatto inutile la pronuncia europea. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che tale comportamento, pur anomalo, non costituisce una violazione dei limiti esterni della giurisdizione ma un errore procedurale non sindacabile in quella sede.
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Riassunzione del giudizio: la Cassazione sui termini
Una società cooperativa ha proposto ricorso alle Sezioni Unite della Cassazione contro una decisione del Consiglio di Stato che aveva dichiarato estinto il suo giudizio di primo grado. La controversia nasce dal fatto che, dopo una declaratoria di difetto di giurisdizione del giudice ordinario, la società aveva effettuato la riassunzione del giudizio notificando l'atto nei termini ma depositandolo oltre la scadenza perentoria. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'erronea interpretazione delle norme processuali sui termini per la riassunzione del giudizio da parte del giudice amministrativo non costituisce un eccesso di potere giurisdizionale, ma un mero 'error in procedendo' non sindacabile in quella sede.
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Diritto intertemporale: la Cassazione decide su leggi
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha chiarito un importante principio di diritto intertemporale in materia di concessioni idroelettriche. La Corte ha stabilito che una nuova legge provinciale, più restrittiva, si applica immediatamente a tutte le domande di concessione presentate ma non ancora pubblicate alla data della sua entrata in vigore. La decisione ribalta la sentenza di un tribunale specializzato che aveva accusato l'ente pubblico di un ritardo colpevole, ritenendo applicabile la vecchia normativa. La Cassazione ha affermato che la nuova disciplina deve essere applicata senza eccezioni alle procedure pendenti, cassando la sentenza e rinviando il caso al giudice di merito.
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Interesse pubblico urbanistica: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso riguardante la decisione di un Comune di conservare, per interesse pubblico urbanistica, un parcheggio multipiano edificato abusivamente e successivamente acquisito al patrimonio comunale. I proprietari confinanti, che ne chiedevano la demolizione, hanno impugnato la decisione del Consiglio di Stato. La Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la valutazione del giudice amministrativo sulla carenza di interesse dei vicini a impugnare l'atto di acquisizione non costituisce un diniego di giurisdizione. Inoltre, ha confermato che il controllo sulla logicità e congruità della motivazione addotta dal Comune per la conservazione dell'immobile rientra nel legittimo esercizio del potere giurisdizionale e non sconfina nel merito amministrativo.
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