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Art. 348 Codice Penale — Sezione Seconda Penale

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Altri anni per Art. 348 Codice Penale

Ricorso straordinario: quando è inammissibile?
Un soggetto condannato per esercizio abusivo della professione legale presenta un ricorso straordinario contro una sentenza della Cassazione, lamentando errori di fatto. La Corte dichiara l'appello inammissibile, chiarendo che tale rimedio non può essere utilizzato per richiedere una nuova valutazione delle prove o del merito della causa, ma solo per correggere sviste percettive evidenti dagli atti. Il caso evidenzia i rigidi confini di questo strumento processuale.
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Esercizio abusivo professione: pena errata per legge nuova
Un'infermiera, condannata per esercizio abusivo professione dopo la cancellazione dall'albo per mancato pagamento delle quote, ha visto la sua pena annullata dalla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha erroneamente applicato una legge più severa, entrata in vigore dopo la commissione del reato. La condanna per il reato è stata confermata come irrevocabile, ma il caso è stato rinviato per una corretta quantificazione della sanzione.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per la sua eccessiva genericità. Il caso riguarda un imputato condannato per truffa ed esercizio abusivo della professione. Nonostante la prescrizione dei reati, le statuizioni civili erano state confermate. La Suprema Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano astratti e non contestavano specificamente la doppia conforme motivazione dei giudici di merito, violando il principio di autosufficienza.
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Esercizio abusivo professione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di esercizio abusivo della professione odontoiatrica da parte di un nucleo familiare. La sentenza conferma le condanne, chiarendo che la ripetizione di atti illeciti costituisce un unico reato abituale, il cui momento consumativo coincide con l'ultima condotta. La Corte, tuttavia, annulla parzialmente la sentenza d'appello per rideterminare la pena, applicando la riduzione di un terzo prevista per il rito abbreviato, omessa nel precedente grado di giudizio.
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