LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 347 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

Pagina 3 di 3

Altri anni per Art. 347 Codice di Procedura Civile

Deposito telematico: le regole per l’appello
Una società edile ha impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello che aveva respinto la sua richiesta di pagamento per forniture a un ente pubblico. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, chiarendo importanti aspetti procedurali sul deposito telematico. Ha stabilito che se la costituzione in appello avviene legittimamente in forma cartacea, il successivo deposito dell'originale dell'atto è un'integrazione e non un nuovo atto soggetto all'obbligo del deposito telematico. Inoltre, ha confermato che il deposito della sola copia dell'atto di citazione costituisce una nullità sanabile e non causa l'improcedibilità dell'appello.
Continua »
Onere della prova: chi deve produrre i documenti?
In una disputa su una compravendita immobiliare, un acquirente ha contestato il calcolo delle somme da restituirgli a seguito della risoluzione del contratto. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, sottolineando che l'appellante ha l'onere della prova e deve quindi produrre in appello tutti i documenti di primo grado su cui basa le proprie contestazioni. La mancata produzione del fascicolo di parte impedisce al giudice di valutare tali prove.
Continua »
Eccezione in senso lato: quando è ammissibile in appello
In un caso di manleva contrattuale per accise su tabacchi, la Cassazione ha stabilito che l'esistenza di un fondo rischi, provata da documenti già in atti, costituisce un'eccezione in senso lato. Tale eccezione, assimilabile a un pagamento parziale, è rilevabile d'ufficio dal giudice e quindi ammissibile anche se sollevata per la prima volta in appello, ribaltando la decisione dei giudici di merito che l'avevano considerata tardiva.
Continua »
Contratto preliminare immobile: quando produrre i documenti
In una controversia su un contratto preliminare immobile, la Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale: la documentazione attestante la conformità urbanistica, necessaria per ottenere una sentenza che trasferisca la proprietà (ex art. 2932 c.c.), costituisce una condizione dell'azione e non un presupposto della domanda. Pertanto, può essere prodotta per la prima volta anche nel corso del giudizio di appello, fino al momento della decisione. La Corte ha rigettato il ricorso basandosi sull'effetto sostitutivo della sentenza d'appello, che rimpiazza completamente quella di primo grado.
Continua »
Deposito telematico: l’errore non scusa il ritardo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4034/2025, ha stabilito che un errore nel deposito telematico non giustifica la tardiva iscrizione a ruolo di un appello se l'avvocato non agisce con la dovuta diligenza. Un ritardo di tre mesi nel reagire a una notifica di anomalia (terza PEC) è stato ritenuto eccessivo, portando alla dichiarazione di improcedibilità del gravame e al rigetto della richiesta di remissione in termini.
Continua »
Giudicato interno: compenso non contestato va pagato
Un architetto contesta il ricalcolo del suo compenso in appello. La Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che la parte della sentenza di primo grado non impugnata forma giudicato interno e non può essere modificata, anche se la decisione viene parzialmente riformata su altri punti.
Continua »
Produzione documentale appello: guida alla sentenza
Un agente immobiliare chiede il pagamento di una provvigione, ma il suo diritto viene negato nei primi due gradi di giudizio. La controversia giunge in Cassazione, che conferma le decisioni precedenti. Il punto cruciale è la mancata e tardiva produzione documentale in appello da parte dell'agente, che non ha depositato i documenti essenziali per la verifica della firma contestata. La Corte ribadisce le rigide regole procedurali e l'inammissibilità del ricorso in presenza di una "doppia conforme", ossia due sentenze di merito con la stessa valutazione dei fatti.
Continua »
Termine a comparire: appello nullo se troppo breve
Un erede, dopo aver ottenuto in primo grado il riconoscimento dell'usucapione di un fondo, si è visto riformare la sentenza in appello. La Corte di Cassazione ha però annullato la decisione d'appello per un vizio procedurale decisivo: il termine a comparire concesso nell'atto di appello era inferiore al minimo legale. Questo errore, unito alla mancata costituzione dell'appellato, ha reso nulla la sentenza di secondo grado, con rinvio della causa per un nuovo giudizio.
Continua »
Risoluzione e caparra: la Cassazione chiarisce
In un caso di contratto preliminare immobiliare, la Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra risoluzione e caparra. La Corte ha stabilito che una parte che chiede la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni non può ottenere anche il doppio della caparra, rimedio previsto per il diverso istituto del recesso. Viene inoltre ribadito che la prova della simulazione del prezzo tra le parti richiede un atto scritto.
Continua »