LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 346 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 2 di 15

Altri anni per Art. 346 Codice di Procedura Civile

Onere della prova DVR: i poteri del giudice del lavoro
Un lavoratore ha impugnato un contratto a termine per la presunta mancanza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). La Corte di Cassazione ha stabilito che, a fronte di una contestazione generica del lavoratore e della produzione di un DVR datato da parte dell'azienda, il giudice d'appello ha legittimamente esercitato i propri poteri istruttori per acquisire la documentazione aggiornata. La decisione chiarisce l'equilibrio tra l'onere della prova DVR a carico del datore di lavoro e i poteri del giudice nel processo del lavoro.
Continua »
Clausola sociale: obbligo di assunzione nel cambio appalto
Una società subentrante in un appalto di vigilanza privata contestava l'obbligo di assunzione di un lavoratore della precedente azienda, invocando la diversità del nuovo contratto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la clausola sociale prevista dal CCNL e dal bando di gara costituisce un obbligo giuridico vincolante, non una mera intenzione. Anche in caso di riduzione dei servizi, l'obbligo di assunzione permane, seppur riproporzionato, garantendo la tutela occupazionale.
Continua »
Inquadramento superiore: quando è legittimo il rigetto
La Corte di Cassazione conferma la decisione di rigetto della domanda di un lavoratore per l'ottenimento di un inquadramento superiore. L'ordinanza chiarisce che la mancanza di piena autonomia decisionale e la mancata corretta riproposizione in appello di una domanda subordinata sono motivi validi per negare la qualifica richiesta. Il caso evidenzia l'importanza di una corretta strategia processuale e della prova effettiva delle mansioni svolte.
Continua »
Finanziamento soci: quando il rimborso è dovuto
Una società ha tentato di posticipare il rimborso di un cospicuo finanziamento soci, sostenendo di versare in difficoltà finanziarie al momento dell'erogazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la condanna al pagamento. La Corte ha stabilito che, per ottenere la postergazione, la società deve fornire prove concrete di un grave squilibrio finanziario o di una situazione in cui un conferimento di capitale sarebbe stato più ragionevole, prove che in questo caso mancavano.
Continua »
Notifica cartella esattoriale: firma e validità
La Corte di Cassazione stabilisce che la notifica di una cartella esattoriale, effettuata prima delle riforme del 2006, è valida anche se il familiare convivente che riceve l'atto non appone la propria firma sulla relata. La Corte ha accolto il ricorso dell'agente della riscossione, annullando la decisione di merito che aveva dichiarato nulla la notifica. Secondo i giudici, la normativa all'epoca vigente non prevedeva la firma come requisito di validità, rendendo sufficiente l'attestazione dell'ufficiale notificatore.
Continua »
Riproposizione questioni assorbite: termini perentori
Un'associazione sportiva perde in Cassazione perché, dopo aver vinto in primo grado, non ha riproposto le sue difese 'assorbite' entro il termine di 60 giorni in appello. La Suprema Corte stabilisce che nel rito tributario, la riproposizione questioni assorbite deve avvenire tempestivamente nell'atto di costituzione, a pena di decadenza, a differenza del rito civile.
Continua »
Cessione del credito: le eccezioni del debitore
Un professionista riceve un credito tramite cessione del credito da un'impresa di costruzioni. Il debitore si rifiuta di pagare, contestando l'esistenza stessa del credito. La Corte di Cassazione conferma che il debitore può sollevare contro il nuovo creditore tutte le eccezioni che avrebbe potuto far valere contro quello originario, inclusa la mancata esecuzione della prestazione. Una fattura commerciale, se contestata, non costituisce prova sufficiente del credito. Di conseguenza, il ricorso del nuovo creditore viene respinto.
Continua »
Onere della prova: chi prova i vizi nella vendita?
Una società acquirente ha contestato il malfunzionamento di un impianto di climatizzazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribaltato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo un principio fondamentale sull'onere della prova. Non spetta al venditore dimostrare l'assenza di difetti, ma è il compratore a dover provare l'esistenza del vizio al momento della consegna. Questa sentenza chiarisce l'applicazione dell'onere della prova specificamente per la garanzia per vizi nella compravendita.
Continua »
Riscossione coattiva fideiussore: la norma è retroattiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di garanzie e recupero crediti. È stato confermato che la procedura di riscossione coattiva fideiussore, utilizzata per crediti derivanti da fondi di garanzia pubblici, è legittima anche se il credito è sorto prima dell'entrata in vigore della norma che la prevede esplicitamente. La Corte ha chiarito che tale norma ha natura interpretativa e non innovativa, applicandosi quindi retroattivamente. Di conseguenza, il ricorso del garante, che contestava la legittimità di una cartella esattoriale, è stato respinto.
Continua »
Prova dell’adempimento: l’onere del professionista
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un professionista contro una società, confermando che spetta a lui fornire la prova dell'adempimento esatto della prestazione per ottenere il pagamento dei compensi. La Corte chiarisce che, a fronte dell'eccezione di inadempimento sollevata dal cliente, la semplice esistenza di un contratto non è sufficiente. La decisione sottolinea anche l'ampiezza dei poteri del giudice d'appello nell'esaminare questioni connesse ai motivi di gravame.
Continua »
Opposizione esecuzione: interpretazione del titolo
La Corte di Cassazione chiarisce i poteri del giudice nell'opposizione esecuzione, confermando la necessità di interpretare il titolo esecutivo per definirne l'esatta portata. In un caso nato da un verbale di conciliazione per la riparazione di luci esterne, la Corte ha stabilito che la cessazione del contratto di locazione non elimina l'interesse a impugnare per la regolamentazione delle spese legali, decise secondo il principio di soccombenza virtuale. La sentenza rigetta il ricorso degli ex inquilini, validando la decisione d'appello che aveva correttamente interpretato l'obbligo come limitato solo ad alcuni punti luce.
Continua »
Controcredito contestato: quando è inammissibile
Una società condannata a pagare canoni di locazione si opponeva eccependo un controcredito. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, confermando che un controcredito contestato e già oggetto di un altro giudizio non può essere utilizzato in compensazione, data la sua incertezza. L'ordinanza sottolinea anche i rigorosi oneri processuali per denunciare l'omessa pronuncia del giudice d'appello.
Continua »
Eccezioni non riproposte: la rinuncia in appello
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel processo tributario, le questioni e le eccezioni accolte in primo grado ma non specificamente riproposte in appello si considerano rinunciate. Questo principio si applica anche se la parte appellata non si costituisce in giudizio (rimane contumace). Nel caso specifico, una commissione tributaria regionale aveva erroneamente esaminato motivi assorbiti in primo grado e non ripresentati dall'appellato, annullando la decisione. La Cassazione ha cassato la sentenza, affermando che il giudice d'appello, una volta riformata la motivazione del primo giudice, non poteva esaminare d'ufficio questioni ormai rinunciate dalla parte.
Continua »
Reformatio in Peius: divieto nel patrocinio a spese Stato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che rigettava un'istanza di patrocinio a spese dello Stato. La Corte ha stabilito che il giudice dell'opposizione non può introdurre nuovi motivi di rigetto rispetto a quelli della decisione iniziale, in applicazione del principio del divieto di Reformatio in Peius, poiché l'opposizione è un mezzo di impugnazione.
Continua »
Surrogazione legale: come recuperare un pagamento?
A seguito del crollo di un'opera pubblica, un ente governativo, condannato in primo grado come responsabile civile, paga un risarcimento. Successivamente, la sua responsabilità viene meno in appello. La Cassazione conferma il diritto dell'ente di agire in surrogazione legale contro gli altri professionisti condannati per recuperare la somma, poiché l'obbligo di pagare esisteva al momento del versamento.
Continua »
Incumulabilità dei benefici: no a pensione e amianto
La Corte di Cassazione ha confermato il principio di incumulabilità dei benefici previdenziali, rigettando la richiesta di un lavoratore che, avendo già ottenuto il prepensionamento, chiedeva anche la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. La Corte ha chiarito che la scelta per un beneficio preclude la possibilità di richiederne un altro, e che tale questione può essere sollevata d'ufficio dal giudice in quanto fatto impeditivo del diritto stesso.
Continua »
Recupero credito d’imposta: quando è giusto l’art. 36-bis
Una società tessile richiedeva il recupero di un credito d'imposta tramite dichiarazione integrativa. L'Agenzia delle Entrate contestava la richiesta con una cartella di pagamento basata su un controllo automatizzato. La Corte di Cassazione ha stabilito che questa procedura è legittima quando la contestazione si basa su un mero controllo documentale, senza la necessità di risolvere complesse questioni di merito. La sentenza di secondo grado è stata quindi annullata, e il caso rinviato per l'esame nel merito del diritto al credito.
Continua »
Domande assorbite: il rinvio le fa rivivere
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26709/2025, ha stabilito un importante principio processuale: le domande assorbite da una decisione di merito, successivamente cassata, rivivono nel giudizio di rinvio e devono essere esaminate senza necessità di un apposito motivo di ricorso. Nel caso specifico, le pretese risarcitorie di una proprietaria immobiliare, ritenute assorbite in appello, sono state erroneamente dichiarate inammissibili dal giudice del rinvio. La Suprema Corte ha cassato tale decisione, affermando il diritto della parte a ottenere una pronuncia nel merito su tali domande.
Continua »
Nullità mutuo: la prova della consegna è decisiva
Una cliente ha citato in giudizio un istituto di credito per la rideterminazione di un contratto di mutuo, eccependo solo in un secondo momento la nullità del mutuo per mancata erogazione della somma. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, sottolineando che l'eccezione di nullità, sebbene rilevabile d'ufficio, deve emergere da fatti e documenti prodotti entro i termini processuali. La quietanza inserita nel contratto e la stessa azione legale della cliente sono state ritenute prove sufficienti dell'avvenuta erogazione, rendendo l'eccezione tardiva e inammissibile.
Continua »
Comodato non provato: no a rilascio e usucapione
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha respinto sia la domanda del proprietario per il rilascio di un immobile basata su un comodato non provato, sia la domanda riconvenzionale dell'occupante per l'acquisto tramite usucapione. L'ordinanza sottolinea come la mancanza di prova del contratto di comodato impedisca di agire per la sua risoluzione, e allo stesso tempo, l'assenza di prova di un possesso utile ai fini dell'usucapione ne preclude il riconoscimento. I ricorsi di entrambe le parti sono stati rigettati per motivi procedurali e di merito, confermando la situazione di stallo giuridico.
Continua »