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Art. 339 Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 339 Codice Penale

DASPO: nullo l’obbligo di firma senza difesa
La Corte di Cassazione ha annullato l'obbligo di presentazione alla polizia associato a un DASPO poiché il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato la misura prima della scadenza del termine di 48 ore garantito per la difesa. La parola_chiave DASPO rimane valida come divieto amministrativo di accesso agli impianti, ma la restrizione della libertà personale decade se il destinatario non ha avuto il tempo legale per depositare memorie difensive. La Corte ha ribadito che la violazione dei termini a difesa determina una nullità di ordine generale.
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Ingiusta detenzione: quando la condotta la esclude
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9712/2024, ha negato il risarcimento per ingiusta detenzione a un uomo, poi assolto, che con la sua condotta aveva contribuito a creare una falsa apparenza di reato. La Corte ha stabilito che un comportamento macroscopicamente imprudente, come partecipare a una protesta violenta contro le forze dell'ordine, può essere causa ostativa al riconoscimento del diritto alla riparazione, anche in caso di successiva assoluzione.
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Estinzione del reato per morte: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna della Corte di Appello. La decisione si fonda sulla constatazione del decesso dell'imputato, evento che determina l'estinzione del reato per morte, impedendo così ogni ulteriore valutazione nel merito del ricorso presentato.
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Consenso violenza sessuale: stato di ebbrezza e reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per minaccia, spaccio e violenza sessuale. La sentenza ribadisce principi fondamentali sul consenso violenza sessuale, specificando che uno stato di intossicazione da alcol o droghe, tale da annullare la capacità di autodeterminazione della vittima, rende il consenso nullo e configura il reato di violenza sessuale per costrizione.
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DASPO con obbligo di firma: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un tifoso contro un DASPO con obbligo di firma della durata di tre anni. Il ricorrente lamentava una durata eccessiva, la poca chiarezza sull'applicazione alle partite amichevoli e la violazione del diritto di difesa per i tempi ristretti della convalida. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo la misura proporzionata alla gravità della condotta violenta del soggetto, la clausola sulle amichevoli sufficientemente chiara e i termini procedurali rispettosi delle garanzie difensive.
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